Il Tirreno

Pisa

Misericordia, Farnesi dice no

Candida Virgone
Flaminio Farnesi governatore onorario della Misericordia
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Flaminio Farnesi governatore onorario della Misericordia

Scatta il totocommissario: intanto manca chi firmi gli stipendi

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 PISA. No grazie. Flaminio Farnesi di una cosa è certo. Nonostante il suo nome circoli da giorni, non subentrerà come commissario alla Misericordia dopo il patatrac che rischia di spazzare via sette secoli di confraternita pisana. «Nessuno me lo ha chiesto»: sottolinea il governatore onorario.  «Ma a parte questo - aggiunge - non ho mai neanche dato la mia disponibilità. Non ho le specificità necessarie». E traccia l'identikit della persona giusta il commendator Flaminio Farnesi. Ci vuole una sorta di Monti in versione pisana.  «Ci vuole una persona che abbia competenze specifiche - spiega - un commercialista esperto, insomma un tecnico, una persona che sappia affrontare le banche e che abbia anche la fiducia dell'arcivescovo». Per quanto Farnesi quella, secondo i beneinformati, ce l'avrebbe.  «E comunque non interverrei mai - puntualizza il commendatore - perché ho retto un'azienda per cinquant'anni (ndr: la Grafica Zannini), durante i quali ho sempre pagato tutti, non ho mai licenziato nessuno e non ho mai avuto una causa di lavoro. Figurarsi se entrerei per mandar via qualcuno. Non me la sento. Preferisco rimanere a fare quel che mi hanno chiesto di fare, il governatore onorario».  Cosa è successo il commendatore non sa spiegarselo. «Non saprei dirlo con esattezza - dice - forse una serie di concause che tutte insieme sono esplose. Dopo di me (io ho retto la Misericordia per 12 anni) ci sono stati cinque governatori: Bonaccorsi e Strambi, persone squisite, intervallati da momenti in cui ci sono stati i vice e ora, in ultimo, i probiviri. A marzo scorso lo dissi che la situazione era grave e indicai subito la strada del commissariato: sarebbe avvenuto in un altro momento, meno difficile, e non sarebbe accaduto tutto quel che è accaduto. C'è un piano di ristrutturazione, quello dello studio Falorni, che indica delle strade: a questo punto bisognerebbe seguirle. Anche i residenti magistrali avrebbero avuto voce in capitolo per intervenire. Investimenti sbagliati? Ma no, non credo. Le spese sono state poco meno di sei milioni di euro, dalle vendite ne sono entrati quasi cinque, piuttosto problemi burocratici, quelli che anno bloccato il centro medico polivalente o la costruzione dei loculi. E poi l'assenza di un direttore, che dato la mazzata finale. Non si può procedere con l'assenza di un coordinamento. Quando me ne andai, dopo dodici anni, avevo lasciato una linea da seguire, c'era un patrimonio immobiliare da mettere in vendita per avere liquidità. Ora ci vuole un tecnico che abbia competenza specifica su conti della gestione ordinaria».  Ieri sera c'è stata l'assemblea dei volontari, stasera ci sarà la riunione dei dipendenti. Intanto si aspetta che dall'arcivescovado arrivi la nomina di un commissario. E i dipendenti ci tengono soprattutto a ribadire che i servizi e le attività dell'associazione continuano.  Grande apprensione per gli stipendi di novembre, già pronti ma bloccati, perché pare non si trovi ancora chi debba firmarli. Ansia per le tredicesime: sotto l'albero della Misericordia i dipendenti troveranno solo carbone. Buio totale sulle paghe di dicembre...  

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