Gioco
Due ore a caccia del paziente smarrito
«In ospedale si sono persi mio padre di 91 anni» Ma era solo un disguido
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il malato non si trovava più. Dove doveva esserci non c'era, e dove dicevano che era stato trasferito nemmeno. Per due ore ieri un ex dipendente comunale, Alfredo Monaco, ha cercato in ospedale il padre Giuseppe e alla fine, sconcertato, anche perché con lui c'era la madre di 88 anni che non ce la faceva più a caminare, se n'è dovuto andare a casa sperando di aver più fortuna nel pomeriggio. «È stato un disguido lessicale - ha spiegato - però abbiamo passato momenti difficili». Il padre di Alfredo, Giuseppe 91 anni, operato mercoledì scorso e in attesa di fare un nuovo intervento, era stato portato al pronto soccorso domenica sera per forti dolori addominali. «Era rimasto in un corridoio su una lettiga per un giorno - racconta il figlio - e ieri eravamo andati a trovarlo. Ma non c'era più. Ci hanno detto che era in medicina d'urgenza ospedaliera, da lì ci hanno mandati all'universitaria, ma nessuno ne sapeva nulla e allora siamo tornati alla base, ma nessuno lo trovava. Ritorno allo sportello, ma l'addetta si arrabbia e mi dice che devo rifare la lunga fila. A quel punto, con mia madre di 88 anni che aveva girato a piedi come me dalle 10 alle 12, l'ho dovuta portare a casa. All'una e mezza mia sorella ha scoperto che mio padre era in chirurgia e non in medicina d'urgenza». «Non ci sono state negligenze - replica l'azienda - e gli spostamenti successivi al ricovero sono registrati nel programma del personale amministrativo e non al triage. Quando hanno chiesto al paziente il numero dei familiari per avvisarli, lui ha detto che li avrebbe chiamati al cellulare».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google