Gioco
Piace la libertà di scegliersi il fornitore di benzina
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Un distributore di benzina Confcommercio e Confesercenti bocciano invece l'aumento dell'Iva: «Misura pesante»
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PISA. Liberalizzazioni e aumento dell'Iva sono gli aspetti della manovra Monti che hanno conseguenze dirette sul mondo del commercio. Per quanto riguarda le liberalizzazioni, oltre agli orari dei negozi, epocale potrebbero essere quelle legati agli impianti di carburante. «Nella proposta di Monti - spiega Adriano Rapaioli, coordinatore provinciale del sindacato dei gestori di carburante Confesercenti (Faib) - i gestori possono liberamente rifornirsi da qualunque produttore o rivenditore. Dal 1º gennaio 2012 le eventuali clausole contrattuali di esclusiva sono nulle, sopra il 50% della fornitura complessivamente pattuita. Quindi, di fatto, il gestore potrebbe acquistare il 50% del carburante al miglior prezzo, abbassando il costo alla pompa. Un provvedimento che abbiamo sempre richiesto e che speriamo il governo abbia il coraggio di portare avanti». Giudizio negativo, invece, di Confcommercio e Confesercenti sull'aumento dell'Iva. «Purtroppo gli interventi a supporto della crescita, vengono contraddetti dagli incrementi delle aliquote Iva previsti per il prossimo settembre 2012 - spiega Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio -. Una scelta pesante rispetto alla realtà del commercio al dettaglio, già in recessione, che colpirebbe particolarmente i livelli di reddito medio-bassi, innescherebbe inflazione, non gioverebbe al recupero di evasione Iva. Tra l'altro, gli incrementi dell'aliquota ridotta del 10% colpirebbero l'offerta turistica italiana, già penalizzata dalle nuove imposte di soggiorno, che, invece, al contrario, andrebbe valorizzata». Critico anche il direttore di Confesercenti Marco Sbrana: «Notiamo che sono il lavoro dipendente e le piccole imprese a sopportare, di fatto, l'onere maggiore della manovra. Per questo chiediamo sforzi per evitare la recessione. In tal senso riteniamo un errore l'aumento dell'Iva. Viste le difficoltà della nostra l'economia, ci sembra una misura ancora più stridente con la necessità di sviluppo e di rilancio dei consumi».
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