Il Tirreno

Pisa

Circola il nome di Farnesi per tappare le falle della confraternita. E la palla passa a monsignor Benotto

Misericordia, arriva il commissario

Candida Virgone
La nuova sede al centro delle polemiche
◗
La nuova sede al centro delle polemiche

L'attacco dei Cobas che esaminano il piano di ristrutturazione scartato

3 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Ci siamo. Il momento che si temeva è arrivato. C'è il commissariamento nel futuro della Misericordia, l'istituzione travolta nelle scorse settimane da una voragine nei conti della gestione ordinaria.  Il passaggio di consegne ai probiviri, dovuto per statuto, dopo le dimissioni del governatore e di sei consiglieri, non ha sortito l'effetto sperato. I probiviri hanno presentato le dimissioni e la palla, in questa partita difficile, passa in questo momento all'arcivescovo, Giovanni Paolo Benotto, che ha due strade: tentare la riattivazione, sempre secondo statuto, o nominare un commissario. Per la prima opzione non ci sono le condizioni necessarie, non resta dunque che la strada del commissariamento. E sul commissario si fanno già dei nomi. Come quello del governatore onorario, Flaminio Farnesi.  Eppure il piano di ristrutturazione stilato dallo studio Falorni per la confraternita poteva dare una mano consistente, secondo i sindacati, che sostengono i 71 lavoratori, oggi a rischio di fronte ad un buco dichiarato di oltre sette milioni di euro, ma che si sospetta possa essere molto più alto. Come sottoliena Federico Giusti, dei Cobas, è anche probabile che allo studio non siano stati forniti tutti i dati effettivi della situazione reale. Il piano in pratica vede un punto di debolezza nell'attuale governance e nell'assenza del direttore, licenziato a maggio, e propone una sorta di comitato di direzione che si faccia carico delle varie funzioni operative, composto da quattro dipendenti e un soggetto eserno di fiducia del Cda.  «La vecchia sede - aggiungono i Cobas - era stata venduta a 4 milioni e mezzo di euro e la nuova è costata molto più del previsto, con gli arredi circa 7 milioni, con un indebitamento di più di 2: un'operazione senza trasparenza, senza gare di appalto e accordi scritti. Gli ambulatori costati tanto e il centro medico sono semivuoti, come la bellisima palestra per la riabilitazione, strutture mai pubblicizzate e di cui nessuno conosce l'esistenza. L'ampliamento del cimitero più che un affare si è dimostrato un fallimento, con quasi 3 milioni di euro spesi a fronte di un piccolo ritorno economico».  Intanto pare che si stiano facendo i salti mortali per pagare il mese di dicembre ai dipendenti, che non prenderanno la tredicesima, mentre, dal primo del mese, 8 contratti a tempo determinato sono a casa con la sospensione del servizio di pronto intervento, il cosidetto Blsd. Decine restano i posti a rischio. Per questo i Cobas chiedono la salvaguardia di tutti i contratti, anche quelli a termine, una nuova gestione, nel rispetto dello statuto e della trasparenza, che consenta la ripresa di tutte le attività, e il commissariamento veloce.  Un'assemblea dei volontari si è tenuta ieri sera, mentre domani sera i dipendenti si incontreranno coi sindacati. «Quattro governatori in 4 anni - ha detto ieri Moreno Giannessi della Uilpa - per andare sempre peggio, ma la diocesi non ha fatto nulla: l'arcivescovo poteva intervenire almeno due anni fa».  Già. Ma parlare con l'arcivescovo è difficile. Ieri gli abbiamo chiesto se vuol dire cosa pensa di fare. Bastava rispondere: è opportuno che non commenti. Ma la replica è stata subito alterata. «Ho dei doveri istituzionali: attenti che domani non appaia neanche questa frase». Bastava chiederlo gentilmente, e non sarebbe apparso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa