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Pisa

L'artigianato annaspa giù le retribuzioni e anche gli investimenti

L'artigianato annaspa giù le retribuzioni e anche gli investimenti

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I fatturati crescono, è vero. Ma i lati positivi praticamente finiscono qui. Sovrastati dai pesanti segni "meno" a livello sia di posti di lavoro che di investimenti. Il mondo dell'artigianato pisano ai tempi della crisi. La Cna farà il punto oggi, in occasione della sua assemblea provinciale di metà mandato. "L'Italia che sostiene l'Italia" è il titolo assegnato all'assemblea organizzata alla Camera di Commercio. I dati che vengono presentati, e che in anteprima riassumiamo in questa pagina, sono relativi al primo semestre del 2011. E sono messi a paragone sia con l'analogo periodo dell'anno scorso che con il secondo semestre del 2010. Le principali differenze che emergono la dicono lunga sul perdurare della crisi.

L'artigianato della provincia di Pisa ha visto, nel primo semestre 2011, un fatturato in crescita del 16,6%. Ma si tratta di un aumento dovuto soprattutto a un rimbalzo tecnico dopo un periodo decisamente buio. Tanto che, rispetto agli ultimi sei mesi del 2010, si ha comunque una contrazione di circa 34 milioni. E' anche vero che l'artigianato pisano ha saputo difendersi; e la dimostrazione arriva dalla miglior tenuta a paragone degli altri territori toscani: a livello regionale si è avuta una diminuzione del 7,6% dei fatturati. Questo però, come spiegano alla Cna, deriva principalmente «da una diversa tempistica nella metabolizzazione della crisi da parte del tessuto produttivo che aveva subito pesanti decurtazioni nel 2009 e nella prima parte del 2010».  

Criticità.
Così, malgrado la buona performance nei fatturati, restano forti criticità. A cominciare dalle retribuzioni, ovviamente legate ai posti di lavoro, che si contraggono del 23,9% e quasi si dimezzano rispetto al secondo semestre del 2010. La perdita a livello regionale (-5,9%) è meno marcata di quella pisana, dove i livelli occupazionali sembrano accusare molto gli effetti della crisi economica. Inoltre gli investimenti subiscono un vero e proprio crollo (-97,7%) sulla scia della situazione regionale (-60,3%), a testimonianza di una scarsa fiducia della classe imprenditoriale artigiana pisana sulla ripresa della domanda e delle produzioni. Crescono invece (6,9%) i consumi, ma questo anche a causa dell'aumento del prezzo delle materie prime. Ma osserviamo ora nel dettaglio i macro-settori, dove si notano sensibili differenze.  

Costruzioni.
Il settore registra, nel primo semestre 2011, un fatturato di 244,2 milioni di euro. Rispetto al primo semestre del 2010 l'incremento è del 39,7% che, in valore assoluto, corrisponde a circa 70 milioni di euro. Anche rispetto al secondo semestre 2010, il comparto incrementa i propri ricavi di circa 10 milioni. Il dato spicca in quanto a livello regionale il settore accusa una flessione dell'11,1%. Le costruzioni rappresentano il 63,1% dell'intero fatturato provinciale: un dato in continua ascesa, sia per l'incremento del settore degli ultimi mesi, sia per le performance tutt'altro che buone degli altri due macro-settori artigiani. All'interno del comparto, notizie meno rassicuranti provengono dall'andamento dei fattori di costo, in particolar modo delle retribuzioni che, in linea con quanto accade negli altri settori, si contraggono in modo marcato.  

Manifatturiero.
Il comparto fa registrare un fatturato di circa 84 milioni di euro e rappresenta il 21,7% del totale dei ricavi artigiani della provincia. La contrazione, rispetto allo stesso periodo del 2010, è del 14,5%: i milioni di euro persi sono circa 14, ma rispetto al secondo semestre 2010 vengono addirittura lasciati per strada circa 40 milioni. Solo la pelle registra un aumento di fatturato (+4,8%), mentre gli altri settori manifatturieri accusano perdite più o meno accentuate: gli alimentari cedono il 25,6%, il legno il 16,4%, la metalmeccanica il 18,2%, l'oreficeria il 20,7% e il tessile il 22,8%. Il dato regionale vede una flessione del 5,5%. 

Servizi. Il settore dei servizi, con 58,5 milioni, rappresenta il 15,1% dell'intero fatturato provinciale. E si mantiene sostanzialmente stabile rispetto al primo semestre del 2010 (-0,1%), anche se rispetto agli ultimi sei mesi si contrae di circa 3,5 milioni. Al proprio interno sono positive le performance dei trasporti (+3,4%) e dei servizi alle famiglie (+1,2%), mentre si registrano delle flessioni per quanto riguarda le riparazioni (-4,5%) ed i servizi alle imprese (-4,3%).  

Valutazioni.
Dunque, malgrado la boccata di ossigeno di cui hanno beneficiato le costruzioni, gli altri settori trainanti dell'artigianato pisano manifestano problemi. Per una valutazione più completa, dicono alla Cna, «sarà decisivo osservare i dati sul secondo semestre 2011 e capire con quale intensità il generale clima di crisi e di incertezza avrà interessato il tessuto artigiano».

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di Redazione web