Il Tirreno

Pisa

CANTIERE SAN BERNARDO

I Novadeaf vincono il contest a risparmio energetico

Un momento del contest “Senza Filo”
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Un momento del contest “Senza Filo”

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 PISA. Chi avrebbe mai detto che un giorno tornare alle abitudini dei nostri bisnonni sarebbe diventato avanguardia e "culto" anche per le nuove generazioni? Invece a Pisa è successo proprio così e a fare il "miracolo" è stata, guardacaso, l'Associazione Culturale Cantiere Sanbernardo che per tutto il mese di novembre ha proposto - nella sua sede di via Pietro Gori - Senza Filo, un contest musicale dove l'energia elettrica era completamente bandita, riportando così indietro nel tempo di almeno 150 anni artisti e pubblico.  Senza Filo si è concluso sabato 26 nell'atmosfera surreale della Chiesa sconsacrata di San Bernardo, dove le quattro band finaliste al concorso meno illuminato del millennio si sono sfidate portando alla luce (fioca e calda) la loro vena acustica. Dopo le incredibili e gremitissime serate eliminatorie che hanno visto il cantautore livornese Tozzifan, il gruppo padovano tutto al femminile Girodilà, i sofisticati Novadeaf e l'eclettico Acoustic Spirit Duo passare il turno e hanno ospitato artisti fuori concorso del calibro di Mauro Tiberi e Giorgio Canali, si è finalmente conosciuto chi ha maggiormente convinto la giuria del concorso.  Hanno vinto i Novadeaf, «affermato gruppo elettrico che ha colto l'occasione per cambiare l'abito ad alcuni brani del proprio repertorio e reinventarli in chiave acustica. Voce, piano, contrabbasso, batteria, chitarra e uno spettacolare uno-due di banjo e mandolino. Un sound nitido e completo che ha entusiasmato il pubblico per maturità stilistica e brillante eleganza delle composizioni». In classifica seguivano gli Acoustic Spirit Duo, Tozzifan e Girodilà.  «Senza Filo - spiegano i promotori - ha creato un precedente nella storia recente della musica a Pisa, facendo comprendere ad un pubblico numerosissimo ed entusiasta come ci si possa divertire e al contempo collaborare per il risparmio energetico. Ma non solo, ha fatto riscoprire un valore ormai quasi dimenticato dalle nuove generazioni: il silenzio. Perché ascoltare una band non amplificata è molto diverso dall'essere colpiti dal violento tum tum di casse e amplificatori, in quanto obbliga chi assiste a collaborare per non coprire i suoni e le sottili finezze musicali degli artisti».

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