Il Tirreno

Pisa

Processo a una cinquantenne che appiccò il fuoco a un palazzo popolare al Cep

Bruciò la casa dell'ex, a giudizio

I vigili in azione la notte dell’incendio in via Pergolesi
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I vigili in azione la notte dell’incendio in via Pergolesi

Dodici famiglie finirono in strada terrorizzate

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 PISA. Bruciò la casa dell'ex. Pare, «per vendetta». Per questo incendio, che mise a repentaglio, al Cep, la vita di dodici famiglie, quelle che abitavano nel palazzo del compagno colpevole di aver troncato la loro relazione, una donna è stata rinviata a giudizio ed il processo si celebra fra pochi giorni. Sul banco degli imputati una pisana di 51 anni, Antonella Raciti, chiamata a rispondere di incendio aggravato e violazione di domicilio. Lei è difesa dall'avvocato Pieri. La pubblica accusa è rappresentata dal pm Giovanni Porpora. Parte offesa l'ex fidanzato, un cinquantenne, tuttofare in un noto locale del centro, e Apes, l'Azienda pisana edilizia sociale.  I fatti, avvenuti in un palazzo di edilizia popolare in via Pergolesi, risalgono al 13 giugno scorso. Per giustificare il suo gesto, ai carabinieri che chiedevano ragione della tragedia sfiorata, la donna, reduce da una forte depressione, aveva parlato di una storia naufragata e di presunti debiti che l'uomo avrebbe avuto con lei, questioni che, nei mesi precedenti, avrebbero generato fra i due forti tensioni e liti clamorose, note a tutti i vicini. La giustificazione comunque non stava i piedi e nei giorni successivi ai fatti aveva scatenato una specie di sommossa nei condomini del palazzo di via Pergolesi. Per loro era stata quasi una vendetta annunciata, perché sarebbe stata preceduta da minacce all'uomo e a tutto il palazzo. Molti dei vicini di casa dell'uomo avevano raccontato di attentati, fortunatamente sventati, addirittura alla caldaia, del fatto che la donna continuasse a gravitare intorno alla casa dell'ex per quando da tempo non vi abitasse più e di minacce non proprio velate. Un giorno vi faccio saltare in aria: avrebbe detto la donna ad uno di loro. Quella sera aveva atteso che il compagno uscisse per andare al lavoro e, avendo ancora le chiavi, era entrata nel suo appartamento, al quarto piano: aveva ammucchiato dei vestiti in camera da letto e poi aveva dato fuoco uscendo. L'incendio aveva devastato tutto lambendo anche due appartamenti del quinto piano, dove c'erano due famiglie ignare. All'arrivo dei vigili avevano dovuto lsciare lo stabile in fiamme dodici nuclei familiari. Tutti avevano pensato all'ex del condomino e i carabinieri l'avevano arrestata a mezzanotte a casa sua, a Riglione. Adesso la donna è libera, ma colpita dal divieto di avvicinarsi allo stabile di via Pergolesi. C.V.

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