Il Tirreno

Pisa

È il risultato di un’indagine condotta su oltre mille tra lavoratori e lavoratrici nell’ambito del progetto Smart

A Pisa lo stato sociale lo fanno i nonni

Danilo Renzullo
Nonni sempre più impegnati come baby sitter
◗
Nonni sempre più impegnati come baby sitter

Nonostante nidi e scuole materne, sono gli anziani a occuparsi dei bambini

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. «I nonni sono la colonna portante del welfare pisano».  È il dato più sorprendente che emerge da "Smart", il progetto pilota per le pari opportunità nell'Area pisana concepito dal Comune di Pisa per conoscere, insieme agli altri Comuni dell'area metropolitana, i bisogni di conciliazione vita-lavoro nel territorio al fine di fornire indicazioni per il Piano Strategico dell'Area pisana per migliorare i servizi alle famiglie.  Attuato da Cispel Toscana e finanziato dalla Provincia di Pisa, il progetto, iniziato nel settembre 2010 e conclusosi lo scorso settembre, si è svolto attraverso una indagine diretta su lavoratrici e lavoratori (1041 partecipanti).  Il dato che più fa riflettere è sicuramente la mole di responsabilità che grava sui nonni. Nonostante l'offerta di nidi e di scuole materne, il 20,9% degli intervistati, tra tutte le varie opzioni, preferisce, per conciliare lavoro e famiglia, affidare il figlio ai nonni, che diventano così i protagonisti della custodia, della cura e dell'educazione dei più piccoli.  Tra i principali problemi che impediscono un fluido rapporto tra la vita familiare e quella lavorativa, i più segnalati sono risultati il traffico, le condizioni di viabilità e l'inadeguata presenza o distribuzione di parcheggi (32% delle risposte). Seguono l'assenza o la non adeguata copertura oraria dei trasporti pubblici (17,9%); l'incompatibilità degli orari di nidi e scuole materne con gli orari di lavoro (14,5%); la difficoltà di non poter affidare i figli agli asili nido a causa degli eccessivi costi (5,7%); la distanza o gli orari di apertura degli uffici pubblici o di negozi e centri spesa e la scarsità di strutture sportive per minori (10,4%).  I problemi segnalati diventano ancora più gravi in quelle famiglie che hanno nel proprio nucleo un anziano non autosufficiente o un disabile.  Nella maggior parte dei casi è la famiglia a farsi carico dell'assistenza di anziani non autosufficienti affidandosi a badanti o collaboratori familiari (22%), ad altri parenti (21,6%) o in prima persona (47%). Solo una minima percentuale di anziani è inserita in strutture assistenziali. Lo stesso avviene per chi ha familiari disabili o con malattie croniche.  «Sono dati molto importanti - dice l'assessore comunale per le pari opportunità Marilù Chiofalo - perché ci permettono di avere una fotografia aggiornata dell'incrocio domanda-offerta dei servizi sul territorio per ridisegnare la rete dei servizi e renderli più aderenti ai bisogni delle famiglie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web