Il dolore
Cantieri, le carte restano nascoste
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Federico Galantini (a sinistra) con lassessore regionale Simoncini Il liquidatore Galantini: «Entro un paio di giorni ne sapremo di più»
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PISA. Manca poco più di un mese alla fine della cassa integrazione straordinaria per i 61 dipendenti dei Cantieri di Pisa (gruppo Baglietto), ancora in presidio permanente nel loro stabilimento in darsena. Nei prossimi giorni sono attesi sviluppi in qualche modo decisivi. Di recente il liquidatore del gruppo, il ragionier Federico Galantini, ci aveva anticipato che il 6 dicembre alti rappresentanti del gruppo austriaco-russo Tcf sarebbero dovuti venire in Italia per sferrare l'affondo. Ma a che punto si trova questa trattativa, che dura già da qualche tempo e che era sembrata ripartire dopo alcune settimane di stop? Abbiamo contattato Galantini che, al contrario di altre occasioni, non ha voluto sbilanciarsi: «Preferisco non dire niente, attendo di avere qualcosa in mano: è opportuno aggiornarci tra qualche giorno e così avremo delle novità», queste le uniche parole pronunciate da Galantini. Questo potrebbe anche significare che la vicenda dei Cantieri si trova effettivamente ad un punto di svolta. Oltre agli austriaci, altri due gruppi italiani si erano fatti avanti. Soprattutto su uno di questi si erano appuntate le attenzioni della Cgil, che sta seguendo il caso fianco a fianco dei lavoratori. Il conto alla rovescia è cominciato. Soprattutto i dipendenti attendono notizie in merito. Nel corso dell'ultimo incontro che si è svolto in Regione è stata messa sul tavolo anche la possibilità di attivare la cassa integrazione in deroga, da fare scattare in caso di necessità sin dal prossimo gennaio, sostenuta dalla stessa Regione.
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