Attenzione
Ma il provvedimento suscita proteste nel mondo giovanile: importi troppo alti
Si paga in base al reddito
Enrico Santus
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Studenti in una mensa del Dsu Mense universitarie: gli studenti divisi in tre fasce
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PISA. Sono stati approvati mercoledì pomeriggio dal consiglio d'amministrazione dell'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Dsu) il bilancio previsionale e il piano delle attività per il 2012. Per il prossimo anno l'azienda si impegna a coprire il 100 per cento degli aventi diritto alla borsa di studio e a mettere in pratica numerose misure a sostegno degli studenti con redditi bassi. Tra queste ci sono l'incremento del valore monetario della borsa e l'aumento dei posti letto nelle residenze universitarie. Per poter affrontare queste spese in un contesto di tagli nei trasferimenti ministeriali, l'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario ha optato per il contenimento dei costi di gestione e per la rimodulazione - a partire dalla prossima primavera - delle tariffe nelle mense universitarie con tre fasce in base al reddito (2,80 euro per gli studenti con Isee inferiore a 36mila euro; 3 euro per quelli con Isee tra i 36 e i 75mila euro; 4 euro per gli studenti con Isee superiore ai 75mila euro). Un provvedimento, quest'ultimo, che era stato annunciato dal "Tirreno" nei giorni scorsi. «Tale scelta - ha fatto sapere l'azienda - è dettata da un criterio di equità sociale che punta ad aiutare coloro che si trovano in condizioni economiche più deboli». Non sono però d'accordo gli studenti, che durante la seduta del consiglio di amministrazione si sono organizzati in un presidio e hanno inviato una delegazione per esprimere un secco no al sistema di fasce del servizio di ristorazione. «L'Azienda regionale per il diritto allo studio dovrebbe piuttosto concentrarsi sulla tassa regionale», ha dichiarato Ettore Bucci, di Sinistra per. Il rappresentante degli studenti ha poi continuato: «Se per questa tassa fosse formulato un sistema di fasce adeguato, si avrebbe da un lato una misura equa per tutti gli studenti e dall'altro una garanzia per l'azienda, visto che gli introiti non dipenderebbero dall'affluenza, diminuita del 10 per cento quest'anno». A favore di tale posizione si è espresso anche Gianguido Maria Grassi, di Ateneo Studenti, secondo il quale quattro euro per la fascia massima sono eccessivi: «Questa tariffa ha il chiaro intento di disincentivare gli studenti ad usufruire del servizio, visto che il pasto costa 6,50 al Dsu, ma l'azienda non può tentare di risolvere le proprie mancanze semplicemente diminuendo le affluenze». Intanto il consiglio d'amministrazione del Dsu fa sapere di voler mantenere aperto un confronto con gli studenti sull'entità delle fasce.
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