Sicurezza
Gambizzarono un giovane: due condanne
C.V.
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Il lenzuolo per la fuga dal carcere Otto anni anche a uno degli albanesi che evase dal carcere Don Bosco
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PISA. Otto anni di carcere. È la condanna inflitta in udienza preliminare dal gup Donato D'Auria ad un albanese che, un anno e mezzo fa, con altre due persone, un connazionale ed un giovane siciliano, rapinò e gambizzò a colpi di pistola un ragazzo di colore, un giovane marocchino. Alla base dell'agguato bieche questioni legate, pare, allo spaccio di droga e alla divisione del mercato sul territorio. Lui è uno dei due evasi che un anno fa si resero protagonisti di una rocambolesca fuga dal carcere Don Bosco, avvenuta con tanto di lenzuola appese alle mura del carcere, rapinando un suv ad una dottoressa che usciva dagli ambulatori dell'Asl, in via Don Bosco, e terminata settimane dopo con un clamoroso arresto in un appartamento di Teramo. Nell'intermezzo di libertà nottate folli passate nei locali della Versilia, in barba a chi dava loro la caccia. Per l'aggresione del 10 aprile del 2010, durante la quale fu gambizzato a colpi di pistola il ragazzo straniero, il giovane evaso, un criminale di grosso spessore, è apparso davanti al gup e al pm Miriam Pamela Romano con i complici. Lui e il suo connazionale, non quello che gli era complice nell'evasione, ma un altro, hanno scelto il rito abbreviato; il siciliano che completava il terzetto ha optato per il giudizio e il processo si terrà a febbraio. Per l'imputato che si era reso protagonista dell'evasione, visti i terribili precedenti, recidive e chi più ne ha più ne metta, il pm ha chiesto la condanna a 7 anni di carcere. Per l'altro, che è risultato incensurato, ne ha chiesti 4. Il giudice è stato più severo. Ha condannato il primo ad 8 anni e il secondo a cinque. Dovevano rispondere di lesioni gravi, rapina e porto di pistola.
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