Il Tirreno

Pisa

Per gli immigrati più difficile trovare un lavoro

Luca Daddi
Operaio straniero al lavoro in un’azienda (foto d’archivio)
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Operaio straniero al lavoro in un’azienda (foto d’archivio)

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 PISA. Se in provincia di Pisa il 2011 segnala una lieve ripresa della domanda di lavoro rispetto al 2010 - un'impresa su quattro con almeno un dipendente ha in programma di reclutare personale - ciò non è vero per gli immigrati. Secondo l'indagine Excelsior, presentata martedì scorso alla Camera di commercio, il miglioramento «non si riverbera sul segmento delle assunzioni di manodopera straniera».  Il numero massimo di immigrati non stagionali assunti dalle imprese pisane con dipendenti, previsto per quest'anno, arriverà a 610 unità, pari al 13,1% del totale delle assunzioni programmate.  Come notano Giorgio Coradeschi e Alberto Susini, che hanno redatto la sintesi dei dati dell'indagine Excelsior relativi alla provincia di Pisa, «si tratta di un dato ampiamente inferiore a quello del 2010 quando le imprese avevano previsto di inserire 800 stranieri: il 20,2% dei nuovi assunti».  Le flessioni della domanda di manodopera immigrata, in valori assoluti, interessano tutti i settori industriali, tranne il cuoio-calzature (+40), il legno-mobili (+20 unità) e le utilities. A perdere, però, sono soprattutto il comparto dei servizi e, al suo interno, la macroclasse trasporti e servizi finanziari (-90) ed i servizi operativi (-60). Al contrario, dopo la battuta d'arresto dello scorso anno, cresce la domanda di lavoratori immigrati nelle costruzioni (+30).  L'indagine Excelsior segnala anche l'attenuarsi delle difficoltà per le aziende nel trovare figure professionali. Per il 2011 le assunzioni non stagionali di difficile reperimento, il 21%, sono ben 10 punti percentuali al di sotto del massimo del 2010.  «Le difficoltà di reperimento - si osserva nella sintesi dei dati di Excelsior - sono riconducibili alla ridotta presenza della figura nel territorio (nell'11% dei casi) e all'inadeguatezza dei candidati rispetto alle esigenze manifestate (nel 10% dei casi)».  «Pur comune a tutti i comparti - scrivono Coradeschi e Susini - il calo delle difficoltà di reperimento è frutto del deciso miglioramento delle costruzioni (la cui quota di assunzioni "difficili" è passata dal 57 al 14%) e del commercio (dal 40 al 17%)».

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