Il Tirreno

Pisa

Impossibile per Nick stare dov'è

Giovanni Parlato
A sinistra, l’assessore Serfogli A destra, il pescatore Nick
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A sinistra, l’assessore Serfogli A destra, il pescatore Nick

Ma l'amministrazione sta studiando due ipotesi alternative

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 PISA. Il pescatore Nick e la sua famiglia dovranno lasciare il piccolo approdo alla foce dell'Arno dove sono sotto sfratto. Non ci sono margini. L'unica possibilità sarebbe una variante al piano attuativo al porto, ma è una strada lunga e molto complessa: di fatto, impraticabile. Non è lo è invece la possibilità di trovare un'altra soluzione sempre lungo l'argine dell'Arno. Ci sono due ipotesi al vaglio. È quanto emerso dalla riunione che si è svolta ieri in Comune fra gli assessori Andrea Serfogli e Fabrizio Cerri e alcuni consiglieri comunali.  «Al termine della riunione - fa sapere l'assessore Serfogli - è stato deciso che la situazione di Nicola Ghimenti e della sua famiglia sarà discussa all'interno della prossima riunione di giunta. Con i tecnici saranno approfondite le ipotesi alternative e verificate le possibilità dell'utilizzo di questi posti».  Su un'area, Ghimenti ha la concessione della Provincia ma soltanto per l'attracco. «Va verificato se nell'area restrostante, che è del demanio idrico, l'area può essere assegnata», spiega Serfogli e ciò vale per un'altra area «abbandonata, ma su cui c'è un contenzioso fra il Comune e l'occupante. Va verificato come si può risolvere quest'ultima questione».  Tutta l'area lungo la golena riguarda diversi enti: c'è l'area demaniale, comunale, quella sotto la tutela del Parco. Diverse concessioni s'intrecciano «comunque - afferma ancora l'assesore Serfogli - c'è il massimo impegno da parte dell'amministrazione comunale per verificare e trovare le soluzioni». E sul caso di Nick e della famiglia formata dalla moglie Giulia e dai figli Giona, Matteo e Mitia anche il sindaco ha fatto sentire la sua parola. «Filippeschi ci ha detto di trovare una soluzione, ovviamente nel rispetto della legge», dice ancora l'assessoreAndrea Serfogli.  Ed anche i consiglieri che hanno partecipato all'incontro, quasi tutti di Marina, sono impegnati nel cercare una soluzione alternativa. Chiaramente la famiglia Ghimenti avrebbe preferito restare dove ora si trova, un luogo dove Nick lavora da 26 anni. Tuttavia, questo luogo ha una particolarità che non favorisce la possibilità di restare in quanto la parte comunale (cioè quella che sarà ceduta alla società Boccadarno per la costruzione del porto) si trova a terra, mentre la parte demaniale si trova nell'acqua dove Nick ha il pontile.  «Ma l'esigenza principale - fanno sapere i consiglieri che hanno partecipato nall'incontro - è quella di continuare a pescare e avere un luogo dove riporre il materiale da lavoro. Ovviamente, il manufatto dovrà essere costruito in legno come vuole il Parco».  Intanto, ieri nel primo pomeriggio è stata sfondata la soglia dei 5mila amici su Facebook che hanno dato la loro solidarietà al profilo «Aiutiamo Nick l'ultimo pescatore» e, come vogliono le regole del social network, è stato bloccato. Ma gli amici di Nick non si sono arresi ed è stato aperto un secondo profilo per continuare a dare la solidarietà alla famiglia Ghimenti.

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