Gioco
Il restauro del Vasari sotto gli occhi di tutti Un anno di lavori da vedere
Carlo Venturini
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Lintervento della direttrice Alba Macripò Sopra, un particolare dei lavori alla tavola di Vasari Grazie a Esselunga la tavola tornerà a splendere Nel frattempo le visite potranno continuare
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PISA. «La tavola del Vasari verrà restituita in tutta la sua bellezza alla città e al mondo dell'arte nel giro di un anno». Lo ha detto Alba Macripò direttrice, per la Sovrintendenza pisana, del restauro dell'opera la Lapidazione di Santo Stefano, una pala lignea eseguita da Giorgio Vasari nel 1571 e che, collocata nella Chiesa di Santo Stefano dell'Ordine dei Cavalieri, versava in cattive condizioni a causa delle muffe e delle infiltrazioni di acqua che aggredivano sia la superficie pittorica che il supporto ligneo. Il restauro sarà fatto in tempi record grazie alla sponsorizzazione del progetto da parte dell'Esselunga che ha elargito per l'operazione 70mila euro. «Abbiamo abbracciato con entusiasmo l'iniziativa - ha detto Giovanni Maggioni, vice presidente di Esselunga - per restituire alla chiesa, alla città e al mondo dell'arte un capolavoro di Vasari di cui si celebra quest'anno il 500º della nascita». Il più soddisfatto è però monsignor Aldo Armani, rettore della chiesa, che ha parole di gratitudine per il nostro giornale: «Il Tirreno ha trasformato la necessità del restauro in un vero e proprio caso nazionale». Monsignor Armani vive in stretta simbiosi con la chiesa di cui è rettore. Più volte ha segnalato atti vandalici alla facciata monumentale, le sofferenze economiche della chiesa e la necessità di tenerla aperta il più possibile. Se l'intero restauro, curato dalla ditta Nadia Presenti, finirà tra circa un anno, ciò non vuol dire che non si possa vedere la pala e i restauratori all'opera. La chiesa, dove il restauro è già in corso, rimarrà aperta mercoledì e sabato dalle 9.30 alle 12.30. Sarà un restauro dunque, "coram populo" impreziosito da un sistema multimediale interattivo che consentirà ai visitatori di accedere a notizie storico artistiche grazie ad alcuni touch screen predisposti dall'associazione Mnemosine, nata nel laboratorio Percro della Scuola Sant'Anna. Le operazioni tecnico scientifiche del restauro saranno documentate nel sistema informativo nazionale Sicar predisposto dal Ministero. Ma di cosa soffriva la pala del Vasari? «Se la struttura è di per sé molto robusta - spiega Macripò - abbiamo trovato tarli e muffe sulla superficie lignea di supporto allo strato pittorico ed anche quest'ultimo presenta aloni e colature di umidità con perdite di pittura». Alla presentazione era presente anche il sovrintendente Agostino Bureca.
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