La manifestazione
Duemila pisani nelle black list
Antonio Scuglia
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Bollette e prestiti in banca: occhio a pagare tempestivamente per evitare il rischio delle black list "Cattivi pagatori" a volte solo per un banale errore
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PISA. Sono diverse centinaia solo a Pisa città, oltre duemila in tutta la provincia. Quest'anno sono aumentati del 30-40%, secondo le stime dell'associaziohe Baby Consumers. Parliamo dei "cattivi pagatori", molti dei quali risultano essere tali senza avere mai sgarrato. Ma sono finiti nelle black list delle banche o delle finanziarie anche per un mero disguido burocratico nel pagamento di una rata, o hanno rimediato a uno scoperto dopo pochi giorni senza però essere stato cancellati (come avrebbero avuto diritto ad essere) dalle banche dati. Spiega Pino Staffa, presidente di Baby Consumers (l'associazione ha sede in via Gereschi 32, telefono 347-344.62.56): «Accade sempre più spesso che cercando di ottenere un prestito o un finanziamento, questo ci venga rifiutato. Ciò è dovuto al fatto che siamo stati segnalati come cattivi pagatori nelle centrali rischi o nelle banche dati che conservano i dati finanziari di tutti coloro che nel recente passato, diciamo così, non sono stati proprio puntuali. Se siamo stati segnalati come cattivo pagatore, si hanno grandi difficoltà ad ottenere un prestito, acquistare qualcosa a rate o richiedere una carta di credito». E nei giorni scorsi, allo sportello dell'associazione, è arrivato il caso-limite, quello da manuale: «A un cliente non è stata data la carta di credito, pur avendo qualche decina di migliaia di euro sul conto corrente ed aver comprato titoli di stato nel Btp day, solo perché c'è una segnalazione che gli è stata fatta nel 2006 e nel 2007 per dei ritardati pagamenti». Il numero dei "cattivi pagatori", cioè delle persone alle quali banche e finanziarie tendono a non concedere prestiti anche se non hanno problemi di liquidità o solvibilità, in realtà aumenta dappertutto, ma a Pisa e provincia molto di più che altrove. Perché? La risposta la forniscono i dati della Cgia di Mestre, i cui ultimi studi pongono Pisa al ventesimo psoto in Italia su 107 province nella classifica dell'indebitamento: 21.828 euro a famiglia (dato riferito alla fine del 2010) contro i 19.198 della media italiana, un aumento di 4.588 euro a famiglia dal 2009. Mentre i depositi bancari ammontano in media a 23.377 euro (dati del Sole 24 Ore), meno del dato nazionale (23.426). A Pisa si tende dunque a comprare a rate più che altrove, e in maggior misura se di rapportano gli acquisti al proprio patrimonio, espresso in liquidità del conto corrente. Quindi è statisticamente più facile mancare almeno una volta all'appuntamento. Ed essere inseriti nelle black list. Ci sono infatti diverse possibilità per le quali si venga segnalati come "cattivo pagatore": le più diffuse sono il mancato o ritardato pagamento di una o più rate di un prestito o di un mutuo, aver avuto un pignoramento, il ritardo nei pagamenti delle rate dei finanziamenti, aver emesso assegni non coperti o, addirittura, aver rimborsato in ritardo le somme spese con la carta di credito, essere in rosso con il conto corrente o aver pagato spesso in ritardo le bollette di gas, luce o telefono. È capitato, anche, che si venisse inseriti nelle liste dei cattivi pagatori per semplici disguidi postali o bancari di pochi giorni. Oggi la finanziaria o la banca è obbligata ad avvisare il cliente almeno 15 giorni prima di inserirlo nella banca dati, informandolo delle conseguenze che ciò comporta. Se una richiesta di credito non è accolta o è il consumatore a rinunciare, la banca/finanziaria deve comunicare ai gestori delle banche dati, in occasione della comunicazione mensile, il mancato prestito. Da quel momento questa informazione, con specifica delle cause (non accoglimento o rinuncia del consumatore) dovrebbe alla banca dati per massimo 30 giorni. Ma in alcuni casi si è trovata traccia fino a 5 anni. E presso gli uffici giudiziari sono pendenti diverse cause, intentate da cittadini pisani, per ottenere la cancellazione che è stata loro negata senza ragione nonostante fossero dercorsi i termini.
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