Sicurezza
Firmato ieri in prefettura il protocollo con la Provincia per affrontare uneventuale emergenza Arno
Come si fronteggia il rischio alluvione
Candida Virgone
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La firma del protocollo fra il prefetto e Pieroni In otto ore l'esercito monterà più di due chilometri e mezzo di paratie lungo il fiume
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PISA. Se l'Arno minacciase di straripare e rompere gli argini l'allarme potrebbe scattare diciotto ore prima e ce ne vorrebbero dalle otto alle dieci per montare i due chilometri e mezzo di paratie necessari a contenere le sponde fiume e a mettere in sicurezza ventimila persone, quelle che vivono a ridosso e vicino ai lungarni. Lo spiega il protocollo che è stato firmato ieri mattina in prefettura fra i due attori che tengono sotto controllo la sicurezza del fiume, oggi più che mai di attualità in un Paese devastato dalla furia dell'acqua. A palazzo del governo è stato rinnovato per altri cinque anni il protocollo d'intesa scaduto a maggio e rivolto all'allestimento delle paratie sopra gli argini in caso di emergenza. Alla firma del prefetto, Antonio de Bonis, e del presidente della Provincia, Andrea Pironi, c'erano anche il vicesindaco, Paolo Ghezzi, e i rappresentanti dell'esercito, a cui toccherà il compito dell'installazione: Centro addestramento paracadutisti della Folgore, 6º Reggimento di manovra, e 46ª Brigata. Le paratie furono installate per l'ultima volta nel 92, quando l'Arno minacciò la piena. E ancora nel 2007, in occasione di una esercitazione, per provare il tempo necessario al montaggio dei cosidetti panconcelli. Oggi la paratie sono custodite nei magazzini dell'amminitrazione provinciale: è stato calcolato il tempo per il trasporto e il montaggio. Saranno montate qualora scattasse l'allerta da parte del Centro funzionale di monitoraggio meteo-idrogeologico regionale. In quel caso, su cui ovviamente si fanno i dovuti scongiuri, scatterà il centro di coordinamenro dei soccorsi per emergenze di protezione civile fra la prefettura e la Provincia. Con i due enti, faranno parte del Comitato anche i vigili del fuoco, l'Autorità di bacino dell'Arno, il servizio idrogeologico regionale e tutti i soggetti che saranno ritenuti necessari. Compito del prefetto sarà curare gli adempimenti relativi alla richiesta di militari da far arrivare a Pisa nel minor tempo possibile e alla quantificazione del numero necessario. La spesa sarà a carico della Provincia. Il ricordo è andato ovviamente al tragico evento di 45 anni fa, al 1966, quando arrivarono 2500 metri cubi d'acqua al secondo e quando l'Arno squarciò gli argini e in pochi secondi mise Pisa in ginocchio. Pochi giorni dopo il ponte Solferino, fortunatamente in un momento in cui non passava nessuno, si sbriciolò sotto gli occhi dei passanti e per anni l'attraversamento in quel punto fu affidato ad una costruzione pedonale in ferro del Genio Civile, nei pressi della Spina.
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