Un gruppo di malati di Parkinson si ritrova e organizza iniziative
Mostre e concerti per vincere la solitudine della malattia
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PISA. «Anche se provata dalla malattia, non ho mai perso il buonumore». Sono le prime parole di Carla Giovannetti, pisana, 62 anni a luglio, da 22 anni affetta dal morbo di Parkinson. E' seduta vicino alla finestra della sala del retone degli ospedalieri a San Piero a Grado, dove sta per cominciare il pranzo sociale organizzato dall'Associazione Parkinson Pisa. «E' cominciato tutto dal braccio sinistro», rivela Carla a proposito dei primi sintomi. «Non riuscivo a muoverlo, ma inizialmente nessuno pensò al Parkinson». «Tuttavia il mio ortopedico aveva un parente con lo stesso problema - racconta ancora la signora Giovannetti - e fu lui a suggerire subito gli accertamenti neurologici. Si scoprì che aveva avuto l'intuizione giusta». Due mesi fa la signora, assistita dalla figlia 38enne, si è sottoposta a un intervento di stimolazione profonda alla testa che le ha dato qualche beneficio. «Dopo l'operazione, in coincidenza con l'inizio dell'inverno, ho iniziato a passare più tempo in casa. Per questo aspetto sempre con ansia gli appuntamenti dell'associazione, che sono un'ottima idea per uscire di casa e mantenersi attivi e impegnati. Ma l'aspetto che più mi piace delle riunioni - precisa - è la possibilità di scambiare idee con gli altri». Carla è una dei 40 malati di Parkinson che hanno cominciato a frequentarsi dopo essersi conosciuti al corso di ginnastica specifica organizzato dall'associazione "La tartaruga". Vanno alle mostre, ai concerti, a pranzo e a cena fuori, e naturalmente organizzano convegni informativi sulla malattia. «In realtà non siamo una vera e propria associazione, preferiamo definirci un gruppo di amici con qualcosa di troppo in comune», scherza Maria, 55 anni, di origine campana. La malattia ha bussato molto presto alla sua porta. «Avevo solo 38 anni quando è cominciata, posso considerarmi una vittima giovane. L'accettazione è la cosa più difficile, perché quando credi di aver trovato una stabilità cambia subito qualcosa, in genere in peggio». Maria ha dovuto smettere di fare il pane in casa come conseguenza dell'aggravarsi della malattia, ma conserva immutata la passione per la cucina, e anche per il disegno e la pittura. Delle attività organizzate negli ultimi mesi ha apprezzato infatti in modo particolare la visita delle mostre di Chagall e Picasso a Palazzo Blu. Un altro partecipante al pranzo sociale, Sergio Gattai, 72 anni, ex bibliotecario all'università, spiega qual è la filosofia di tutte le iniziative: «Se è vero che per la nostra malattia per ora non esistono cure, è altrettanto vero che la solitudine e la depressione si possono combattere e vincere. Nei nostri incontri ci confrontiamo spesso sugli effetti secondari dei farmaci, che possono portare anche ad atteggiamenti compulsivi. La cosa più importante è non far sentire nessuno solo e abbandonato». LE INIZIATIVE Livorno e Pisa in visita agli anziani della Rsa PISA. Un programma ricco di iniziative fino a gennaio per gli anziani della Rsa "Viale". Tra gli appuntamenti si segnala l'incontro con una rappresentanza delle squadre di calcio del Pisa, Livorno e Cascina; la premiazione della Parte di Mezzogiorno, vincitrice dell'ultimo Gioco del Ponte; il pranzo offerto alle persone indigenti, concerti e spettacoli teatrali.
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