Il Tirreno

Pisa

«Assegnare lo spazio a Rebeldìa si può»

Gianluca Campanella
Lo spazio di via Pisano
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Lo spazio di via Pisano

Scaramuzzino scrive al sindaco: in via Pisano ruderi, non volumi

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 PISA. Oggi finisce la raccolta di firme a sostegno dell'assegnazione diretta a Rebeldìa degli spazi in via Andrea Pisano. E si concentrano le iniziative per fare pressione sull'amministrazione.  Tra queste anche una lettera del capogruppo di Sel in consiglio comunale, Carlo Scaramuzzino, che scrive al sindaco Marco Filippeschi: «Quelli di via Pisano sono ruderi, non volumi. Il loro recupero è stato suggerito dallo stesso Progetto Rebeldìa, disponibile a farsi carico delle spese, circa 350mila euro, con scomputo dal canone d'affitto, per svolgere attività sociali e non lucrative».  Scaramuzzino osserva che le 31 sigle che formano la rete di associazioni «sono al palo, ancora senza una sede» e che la giunta dà risposte «frutto di una lettura burocratica» e che avrebbero un senso se si parlasse di «magazzini pronti all'uso», ma che in questo caso «nascondono un grande equivoco».  Definendo «strada maestra» l'esempio di «tanti amministratori di tutta Italia», gli 81 che hanno firmato l'appello per Rebeldìa, il capogruppo di Sel dice basta ai «tentennamenti» e chiede «un atto di responsabilità politica e amministrativa che la città saprà apprezzare: l'assegnazione degli spazi».  Ieri, inoltre, in due conferenze stampa svolte in contemporanea, anche la Casa della Donna e Legambiente sono scese in campo.  Nella prima, la presidente Paola Bora ricorda che anche per la Casa della Donna tutto era cominciato con un atto «illegale»: l'occupazione dell'immobile, da cui «non sempre nasce qualcosa di brutto». E' evidente il parallelo con i ragazzi di Rebeldìa, che anni fa occuparono la vecchia sede di via Battisti.  Carlotta Monti, del collettivo Le Grif, evidenzia l'importanza dei "disobbedienti" per «il tessuto sociale cittadino». E Cinzia Bucchioni, di Arcilesbica, chiede «responsabilità all'amministrazione: si proceda all'assegnazione, non per simpatia, ma perché le attività autorganizzate non possono essere dettate dall'alto».  Nell'altra conferenza stampa, Monica Zoppé (vicepresidente Legambiente) prova a smontare eventuali obiezioni di tipo economico: «Al Comune non costerebbe dare gli spazi in via Pisano, perché sono abbandonati. Rebeldìa li trasformerebbe in luoghi a uso sociale, facendo guadagnare la città».  Ospiti di Legambiente sono la Lipu, il gruppo locale volontari di Greenpeace e l'associazione Mosquito. Abramo Tesoro, di quest'ultima sigla, lamenta il presunto «arbitrio» con cui agisce l'amministrazione: «Casualmente solo oggi assegnano palestre alle squadre del Gioco del Ponte». E tiene a specificare che anche «i Dragoni hanno occupato» e poi sono stati "premiati".  In un documento congiunto le quattro associazioni ambientaliste di Pisa ripercorrono le numerose iniziative promosse da Rebeldìa a favore di «una vita più ecologica» in città e specificano che tanti altri servizi (palestra, ciclofficina, gruppi di acquisto solidale, sportello migranti con scuola per stranieri) si sono svolte «senza oneri» per le casse pubbliche.

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