Il Tirreno

Pisa

Rebeldìa, da tutta Italia invocano la sede

Gianluca Campanella
Uno striscione di protesta a sostegno della richiesta di Rebeldia della sede in via Pisano
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Uno striscione di protesta a sostegno della richiesta di Rebeldia della sede in via Pisano

Tra le firme raccolte anche quelle di 81 amministratori

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 PISA. Se le firme si contano, Rebeldìa ne ha raccolte 2.700 a sostegno. Se invece si pesano, ci sono 81 amministratori di tutta Italia che fanno il tifo per l'assegnazione diretta degli spazi in via Andrea Pisano al cartello di 31 associazioni. Tra questi Tommaso Sodano (vicesindaco di Napoli) e due assessori alle politiche giovanili: Nicola Fratoianni (Puglia) e Gianfranco Bettin (Venezia).  L'appello recita: «Auspichiamo che gli enti locali, in primis l'amministrazione comunale, procedano verso la concessione al Progetto Rebeldìa di una nuova sede idonea, permettendo così la continuità e l'unità di questa esperienza e la ripresa immediata delle sue attività».  Ci sono nomi di assessori e consiglieri regionali, provinciali e comunali che provengono da quasi tutta la Penisola: il toscano più "alto in grado" è l'assessore regionale al welfare, Salvatore Allocca. Domani si chiude la raccolta firme (www.rebeldia.net) ed i ragazzi del progetto promettono altre sorprese.  Intanto, già mostrano soddisfazione: «E' difficile trovare voci più autorevoli per testimoniare la rilevanza nazionale della nostra attività. Finora abbiamo portato al Comune atti approvati in tutta Italia; oggi diamo le firme di chi ha prodotto quegli atti». Ne estraggono una lettura univoca: «L'assegnazione diretta è praticabile».  Dopo l'accordo tra conferenza dei servizi (Comune, Provincia, Università e Diritto allo studio) e "Laboratorio delle disobbedienze", le 31 sigle hanno lasciato a febbraio la sede di via Battisti, su cui pendeva un'ingiunzione di sgombero. Lì ora è in costruzione la Sesta Porta.  In seguito, il Comune ha pubblicato il bando per la palestra e il piazzale in via Pisano, vicino al Palasport. Ma Rebeldìa non ha partecipato, sostenendo che nei patti c'era l'assegnazione diretta. Ad ogni modo, nonostante la presenza di altri tre candidati, la manifestazione di interesse si è chiusa senza ammessi, perché i progetti non rispettavano i vincoli previsti.  Ora Rebeldìa torna alla carica: «Il Comune fa assegnazioni dirette, come avviene nel resto d'Italia dove firmano per noi. Solo a noi niente; ci sentiamo perseguitati».  Maria Paola Ciccone, assessore alle politiche sociali di Pisa, risponde: «Col nuovo regolamento del patrimonio e con una città piena di associazioni, non possiamo assegnare senza criteri oggettivi. Sarebbe discriminante. Solo per situazioni pregresse ci sono passaggi di questo tipo». Ma specifica che si tratta di associazioni che si trovavano in immobili del Comune, mentre via Battisi è della Cpt (società trasporti).  Ciccone aggiunge che «il percorso concordato con Rebeldìa prevedeva la partecipazione all'avviso pubblico: non candidandosi si sono esclusi». Sulla richiesta di incontro da parte dei ragazzi: «Ho detto queste cose in consiglio comunale, il luogo istituzionale più giusto».

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