La manifestazione
Il lavoro, se c’è, è soltanto flessibile
Luca Daddi
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PISA. In provincia di Pisa un’impresa privata su quattro, con almeno un dipendente, è pronta ad assumere personale. La quota, passata dal 17,7% del 2010 al 25% attuale, è superiore a quella della Toscana (23,4%) e dell’Italia (22,5%).
Secondo la 14ª indagine previsionale Excelsior, che è stata realizzata da Unionacamere nazionale in collaborazione con il ministero del Lavoro, il 2011, insieme con alcuni segnali di recupero emersi dalle indagini congiunturali sul territorio provinciale, porta anche una leggera ripresa della domanda di lavoro da parte delle aziende, sebbene il numero delle assunzioni a tempo indeterminato scenda dal 32% del 2010 al 23% di quest’anno. Tra i diversi settori si segnala soprattutto il recupero della quota di imprese che intendono assumere nel commercio (passata dal 13,2% al 24,3%) e nelle costruzioni (dall’ 11,4% al 27,1%).
Saldo. Rispetto al passato, cala il saldo tra entrate e uscite di lavoratori dipendenti: se nel 2009 le uscite furono 2.040 e 880 nel 2010, quest’anno ci si fermerà a quota 280 (la metà delle quali nel comparto artigiano). Il saldo della provincia di Pisa relativo al 2011 è pari a -0,3%, un dato migliore del biennio precedente (nel 2010 era stato del -1% e nel 2009 del -2,5%) e nel confronto con la Toscana (-0,5%) e l’Italia (-0,7%). «Con un saldo negativo di 190 unità - scrivono Giorgio Coradeschi e Alberto Susini che hanno curato la sintesi dei dati dell’indagine Excelsior relativi alla provincia di Pisa - l’industria, pur ribadendo le difficoltà che ancora interessano il settore, conferma il percorso di recupero avviato nel 2010». Il saldo «peggiora di 100 unità nella meccanica allargata (meccanica, mezzi di trasporto ed elettronica) e di 90 nella produzione di beni intermedi (estrazione metalli, chimica, minerali non metalliferi) mentre cresce nelle public utilities (+30 unità)». Migliora, pur restando in terreno negativo, il saldo nel settore delle costruzioni, mentre finisce sotto zero quello degli altri servizi (da +210 a -40 unità). «All’interno di quest’ultimo comparto - sottolineano Coradeschi e Susini - pesano i saldi negativi dei servizi turistici (-120 per ristorazione- alberghi), degli studi professionali (-60) e dell’aggregato trasporti-finanza (-50)». Unico comparto con segno positivo, risulta quello del commercio (+20 unità). Per il secondo anno consecutivo il saldo entrate-uscite della provincia di Pisa è sostenuto dalle imprese della classe “50 e oltre” (+110 occupati) mentre le piccole (1-9 dipendenti) e le medie (10-49 dipendenti) presentano dati negativi.
Seimila posti. Secondo l’indagine Excelsior, sono 6.070 i posti offerti complessivamente nel 2011 dalle imprese pisane, la maggior parte nei servizi (61%), a seguire nell’industria (26%) e nelle costruzioni (13%). Rispetto al 2010 le assunzioni aumentano quest’anno di 1.000 unità, di cui ben 700 nel comparto artigiano. A crescere sono soprattutto le costruzioni che passano da 250 a 810 assunzioni (+560), mentre industria e commercio fanno segnare +340. In calo il comparto degli altri servizi. La domanda di lavoro sale soprattutto nelle piccole e medie aziende, mentre arretra nelle grandi (-110 dipendenti). «A causa di questa dinamica - sottolineano Coradeschi e Susini - la piccola impresa torna, dopo un biennio, a essere quella che fornisce il contributo maggiore alle assunzioni ».
Settori. Grazie alla congiuntura favorevole, le imprese del cuoio e delle calzature sono tra quelle che offrono maggiori possibilità di inserimenti (390 posizioni nel 2011, +60 rispetto al 2010), sebbene la crescita più elevata si registri nella meccanica allargata (+90 unità per 320 ingressi). Quanto ai servizi, si prevede che il commercio al dettaglio e all’ingrosso garantisca 1.010 assunzioni (+350), i servizi alla persona 640 (+160 rispetto al 2010).
Contratti. Soltanto il 23% delle assunzioni in provincia nel 2011 è a tempo indeterminato. Il 41% è a termine, il 27% a carattere stagionale. L’apprendistato rappresenta solo l’8% dei contratti offerti. «Rispetto al 2010 - notano Coradeschi e Susini - diminuiscono le assunzioni a tempo indeterminato (-250) a tutto vantaggio delle forme più flessibili d’impiego, come il tempo determinato (+610 unità) e il lavoro stagionale (+490)». Nei servizi c’è una contrazione del tempo indeterminato, specie in quelli di trasporto e finanza (-140), mentre le costruzioni fanno segnare un balzo positivo (+90). Il tempo determinato cresce molto anche nel commercio e nelle costruzioni (oltre 200 dipendenti in più rispetto al 2010 per entrambi i settori). L a domanda di lavoro stagionale ha segni più in tutti i principali comparti: +190 nelle costruzioni, +200 nei servizi e +110 nell’industria.
Secondo la 14ª indagine previsionale Excelsior, che è stata realizzata da Unionacamere nazionale in collaborazione con il ministero del Lavoro, il 2011, insieme con alcuni segnali di recupero emersi dalle indagini congiunturali sul territorio provinciale, porta anche una leggera ripresa della domanda di lavoro da parte delle aziende, sebbene il numero delle assunzioni a tempo indeterminato scenda dal 32% del 2010 al 23% di quest’anno. Tra i diversi settori si segnala soprattutto il recupero della quota di imprese che intendono assumere nel commercio (passata dal 13,2% al 24,3%) e nelle costruzioni (dall’ 11,4% al 27,1%).
Saldo. Rispetto al passato, cala il saldo tra entrate e uscite di lavoratori dipendenti: se nel 2009 le uscite furono 2.040 e 880 nel 2010, quest’anno ci si fermerà a quota 280 (la metà delle quali nel comparto artigiano). Il saldo della provincia di Pisa relativo al 2011 è pari a -0,3%, un dato migliore del biennio precedente (nel 2010 era stato del -1% e nel 2009 del -2,5%) e nel confronto con la Toscana (-0,5%) e l’Italia (-0,7%). «Con un saldo negativo di 190 unità - scrivono Giorgio Coradeschi e Alberto Susini che hanno curato la sintesi dei dati dell’indagine Excelsior relativi alla provincia di Pisa - l’industria, pur ribadendo le difficoltà che ancora interessano il settore, conferma il percorso di recupero avviato nel 2010». Il saldo «peggiora di 100 unità nella meccanica allargata (meccanica, mezzi di trasporto ed elettronica) e di 90 nella produzione di beni intermedi (estrazione metalli, chimica, minerali non metalliferi) mentre cresce nelle public utilities (+30 unità)». Migliora, pur restando in terreno negativo, il saldo nel settore delle costruzioni, mentre finisce sotto zero quello degli altri servizi (da +210 a -40 unità). «All’interno di quest’ultimo comparto - sottolineano Coradeschi e Susini - pesano i saldi negativi dei servizi turistici (-120 per ristorazione- alberghi), degli studi professionali (-60) e dell’aggregato trasporti-finanza (-50)». Unico comparto con segno positivo, risulta quello del commercio (+20 unità). Per il secondo anno consecutivo il saldo entrate-uscite della provincia di Pisa è sostenuto dalle imprese della classe “50 e oltre” (+110 occupati) mentre le piccole (1-9 dipendenti) e le medie (10-49 dipendenti) presentano dati negativi.
Seimila posti. Secondo l’indagine Excelsior, sono 6.070 i posti offerti complessivamente nel 2011 dalle imprese pisane, la maggior parte nei servizi (61%), a seguire nell’industria (26%) e nelle costruzioni (13%). Rispetto al 2010 le assunzioni aumentano quest’anno di 1.000 unità, di cui ben 700 nel comparto artigiano. A crescere sono soprattutto le costruzioni che passano da 250 a 810 assunzioni (+560), mentre industria e commercio fanno segnare +340. In calo il comparto degli altri servizi. La domanda di lavoro sale soprattutto nelle piccole e medie aziende, mentre arretra nelle grandi (-110 dipendenti). «A causa di questa dinamica - sottolineano Coradeschi e Susini - la piccola impresa torna, dopo un biennio, a essere quella che fornisce il contributo maggiore alle assunzioni ».
Settori. Grazie alla congiuntura favorevole, le imprese del cuoio e delle calzature sono tra quelle che offrono maggiori possibilità di inserimenti (390 posizioni nel 2011, +60 rispetto al 2010), sebbene la crescita più elevata si registri nella meccanica allargata (+90 unità per 320 ingressi). Quanto ai servizi, si prevede che il commercio al dettaglio e all’ingrosso garantisca 1.010 assunzioni (+350), i servizi alla persona 640 (+160 rispetto al 2010).
Contratti. Soltanto il 23% delle assunzioni in provincia nel 2011 è a tempo indeterminato. Il 41% è a termine, il 27% a carattere stagionale. L’apprendistato rappresenta solo l’8% dei contratti offerti. «Rispetto al 2010 - notano Coradeschi e Susini - diminuiscono le assunzioni a tempo indeterminato (-250) a tutto vantaggio delle forme più flessibili d’impiego, come il tempo determinato (+610 unità) e il lavoro stagionale (+490)». Nei servizi c’è una contrazione del tempo indeterminato, specie in quelli di trasporto e finanza (-140), mentre le costruzioni fanno segnare un balzo positivo (+90). Il tempo determinato cresce molto anche nel commercio e nelle costruzioni (oltre 200 dipendenti in più rispetto al 2010 per entrambi i settori). L a domanda di lavoro stagionale ha segni più in tutti i principali comparti: +190 nelle costruzioni, +200 nei servizi e +110 nell’industria.
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