Il Tirreno

Pisa

Sofri, Vendola, De Gregorio e Formigli ospiti di Tilt parlano di capitalismo e diritti umani

Dopo Berlusconi, il nemico è il berlusconismo

Danilo Renzullo
De Gregorio, Vendola e Sofri durante il dibattito
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De Gregorio, Vendola e Sofri durante il dibattito

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 PISA. «Non basta indignarsi, è il momento di agire». È un messaggio lanciato nella tre giorni di "I soldi che fanno la felicità", l'iniziativa di Tilt che si è svolta lo scorso weekend. Creare un'alternativa politica la priorità. Partendo dalla costruzione di una nuova sinistra basata sulle giovani generazioni, quelle «costrette all'irrappresentabilità, ma che sono state protagoniste del risveglio del Paese».  Si è discusso di diritti e cittadinanza, welfare e reddito ma soprattutto del futuro scenario che attende il nostro Paese all'indomani delle dimissioni di Berlusconi. I giovani di Tilt hanno scelto le testimonianze di Nichi Vendola, Concita De Gregorio, Corrado Formigli e Adriano Sofri, che sabato si sono confrontati nella tavola rotonda "L'alternativa maggiorenne. 18 anni dopo Berlusconi", per dettare le linee guida di una ripresa, di un'alternativa politica in Italia. «La sinistra - ha detto Vendola - ha grandi colpe. È uscita dal Novecento con le ossa rotte ma oggi dobbiamo ripartire senza ritagliarci spazi di nostalgia o sentirci eredi degli eroi del passato». E, parlando di carceri e respingimenti dei clandestini, Vendola esorta a fare dell'inviolabilità dei diritti umani il fulcro della sinistra: «È la più bella bandiera che noi dobbiamo alzare» e conclude affermando che «Berlusconi non è un nemico, il berlusconismo sì».  Per Adriano Sofri il berlusconismo è stato «il frutto inverso di Mani pulite e l'impossibilità di superare la corruzione». L'ex leader di Lotta Continua ha posto la questione delle «contraddizioni del tempo». «La mia generazione - dice Sofri - aveva disprezzo dei soldi, oggi, invece, economia e finanza sono gli argomenti principali. Le crisi - continua Sofri - un tempo erano il mezzo della sinistra rivoluzionaria per agire all'interno del capitalismo e cambiare il mondo, oggi è il capitalismo ad approfittare ed appropriarsi della crisi».  Sulle responsabilità del centrosinistra è intervenuta Concita De Gregorio, raccontando alcuni aneddoti degli ultimi anni come la decisione del Pd di non sostenere la candidatura di Emma Bonino alle elezioni regionali del Lazio, lasciando la strada spianata alla vittoria della Polverini per «rafforzare la posizione critica di Fini rispetto a Berlusconi all'interno del Pdl». Con una sinistra da rifondare e un Paese da rimettere in sesto, i giovani di Tilt appaiono determinati nel fare la loro loro parte: «Non abbiamo sconfitto noi Berlusconi - dicono - ma sconfiggeremo il berlusconismo».

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