Sicurezza
La vendita di souvenir è in calo del 40%
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A sinistra, riproduzioni luminose della Torre di fronte all’originaleIl lamento dei bancarellai: «I turisti ci sono, ma spendono sempre di meno»
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PISA. La Piazza dei Miracoli il miracolo non l'ha fatto: la crisi è arrivata anche lì. E per i bancarellai quella miniera d'oro, fatta di marmi monumentali ammirati da 3 milioni di visitatori l'anno, sembra ormai dare pagliuzze invece che pepite dorate come accadeva almeno fino a due anni fa. «La crisi - dicono gli ambulanti - morde forte anche qui tant'è che possiamo dire di aver perso un buon 40% del fatturato». «L'onda lunga della crisi del 2008 unita a quella attuale - dice Gian Marco Boni - ci sta massacrando e ora, fino alle vacanze di Natale, siamo in ginocchio». «Se a fine giornata abbiamo fatto un incasso di 70 o 100 euro - aggiunge Franco Giagnoni - possiamo essere contenti. E' vero che questo tradizionalmente è un periodo morto, ma incassi così limitati sono dovuti in grandissima parte al fatto che le persone si muovono lo stesso riducendo però le spese. Con la crisi non si rinuncia a viaggiare, bensì a spendere nei Paesi in cui si va». L'andamento stagionale degli incassi dei bancarellai di Piazza del Duomo prevede scarsi risultati nei mesi natalizi fino all'epifania per poi riprendersi un po' a marzo quando iniziano le gite scolastiche. Dopo c'è un altro buon periodo per le feste del Carnevale e per Pasqua. Il top stagionale è rappresentato dai mesi di luglio e agosto. «In questi due mesi - dice Giagnoni - riusciamo ad incassare fino a 6mila euro mensili, ma il problema è la perdita del 40% sul fatturato negli altri mesi». Boni fa un altro esempio: «In genere aspettavamo a gloria il periodo delle gite scolastiche che iniziano da marzo. Ma mentre una volta 20 alunni compravano una Torre di Pisa da 5 euro ora la comprano da 1 euro». Della crisi che colpisce gli ambulanti è a conoscenza anche Fabrizio Cerrini uno dei fornitori lucchesi di souvenir dei nostri bancarellai. «Sono preoccupato quanto loro - dice Cerrini - visto che per me, la fornitura di souvenir a Piazza del Duomo rappresenta quasi il 50% del mio business». Oltre alla crisi poi, ci si mette anche internet. Basta andare su Ebay, uno dei siti di commercio elettronico più usati al mondo, per scoprire che si vendono souvenir uguali a quelli proposti ai turisti dagli ambulanti, dalle torri pendenti, ai portachiavi, ai magneti per i frigoriferi, a cavatappi, posaceneri, borse, magliette, il tutto "griffato" con l'effige della Torre.
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