Sicurezza
Guarire la sordità fin dalla culla
Enza Chiappone
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La nursery dellospedale di Pisa Screening per cambiare il destino di tanti bimbi
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PISA. Anche quest'anno l'Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup) ha aderito alla Settimana nazionale per la lotta alla sordità promossa dall'Airs, con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sui problemi legati all'udito. Il prof. Stefano Berrettini, direttore dell'unità operativa Orl di Audiologia e Foniatria, e il dott. Paolo Ghirri, dell'unità operativa di Neonatologia dell'Aoup, insistono sull'importanza di agire sul nascere del problema, sui neonati, effettuando lo screening neonatale, un insieme di controlli che permettono di verificare il corretto funzionamento dell'udito, con una percentuale di errore nella diagnosi inferiore all'1%. «La sordità infantile è molto diffusa - ha detto Berrettini - in Italia un bambino su mille nasce con problemi acustici, e la percentuale aumenta se si considera che i bambini più a rischio sono quelli prematuri e quelli affetti da gravi sindromi. Oggi la sordità si può guarire, soprattutto se intercettata e curata in culla, già nei primi giorni di vita del neonato». In questo senso Pisa ha avuto un ruolo determinante, firmando nel 2007 un protocollo che ha permesso di rendere obbligatorio lo screening neonatale in tutti i punti nascita della regione. È stata così creata una rete di eccellenza che permette di individuare problematiche uditive più o meno gravi, in modo da agire tempestivamente con il trattamento più idoneo per correggere la sordità e, lì dove possibile, annullare le conseguenze della sordità sullo sviluppo del linguaggio. «Entro il terzo mese riusciamo a diagnosticare la sordità e applichiamo la protesi acustica - ha spiegato Berrettini - Al percorso terapeutico-assistenziale si affianca poi quello logopedico e riabilitativo. Se entro il dodicesimo mese non si riscontrano risultati positivi, si procede con l'applicazione dell'impianto cocleare, un dispositivo elettronico che funge da organo artificiale, consentendo anche ai sordi di udire». Lo screening non costituisce la risoluzione del problema, ma è il primo passo verso la cura della sordità. «La Regione si è impegnata molto su questo fronte - ha detto il dott. Fabrizio Gemmi, direttore sanitario Aoup - fissando le linee guida su come svolgere lo screening neonatale e attuando dei corsi anche per i pediatri di famiglia, in modo che sappiano cosa suggerire ai genitori di bambini affetti da sordità o con il rischio di svilupparla».
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