Sicurezza
Mense, tariffe in base al reddito
Gianluca Campanella
La proposta: costi differenziati secondo l'Isee del singolo studente
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PISA. Dalla prossima primavera le tariffe delle mense universitarie saranno rimodulate in base al reddito degli studenti. Ci saranno aumenti per i contribuenti di fascia più alta e, addirittura, riduzioni per i meno abbienti. È questo il pacchetto che il Dsu Toscana, l'azienda regionale per il diritto allo studio, porterà in consiglio d'amministrazione mercoledì a Firenze. Con questa misura si prevede di aumentare il gettito complessivo proveniente dagli utenti e, nel contempo, aumentare anche l'attrattività delle strutture di ristorazione nei confronti dei ragazzi con reddito più basso. I fondi maggiori saranno utilizzati per finanziare le borse di studio: sempre il 30 novembre, infatti, saranno pubblicate le graduatorie definitive dei vincitori e messi in pagamento gli assegni, di importo maggiore rispetto all'anno appena concluso. In periodo di tagli generalizzati, il presidente dell'azienda Marco Moretti ricorda che per il Dsu è uno sforzo enorme, ma finalizzato «a perseguire la nostra missione». Che è garantire l'accesso all'istruzione universitaria anche a chi non se lo può permettere, se meritevole. Corollario: «Ogni anno il nostro obiettivo principale è confermare il 100% delle borse di studio». Gli assegni sono 11mila in tutta la regione (suddivisi tra Pisa, Firenze e Siena) di cui 4.500 in città. Ma torniamo alle tariffe della mensa: al momento tutti gli studenti toscani pagano 3 euro. L'importo è salito a questa cifra il 7 gennaio scorso; in precedenza era 2,50. L'aumento fu scelto per "tamponare" il buco nei conti aperto dalla minore erogazione dei contributi nazionali. Se sull'utenza di reddito alto il balzello non ebbe quasi conseguenze, al contrario si registrò un effetto negativo nell'affluenza di pubblico meno abbiente. Sulla base di quell'esperienza si pensa di portare a 2,80 euro l'importo che dovranno pagare gli studenti con un Isee familiare non superiore a 36mila euro; di mantenere il ticket a 3 euro per chi è oltre quel limite, ma è sotto i 75mila; infine di far salire a 4 euro la tariffa del pasto per i redditi superiori. La mensa resta gratis, è ovvio, per i borsisti. Moretti specifica che l'impianto del provvedimento è quasi definitivo: prima di arrivare in cda sono previsti tre incontri: con sindacati e lavoratori (ieri); e due conferenze, una regionale e l'altra territoriale. Il primo appuntamento ha registrato «consapevolezza» del momento difficile. Dagli altri tavoli sono attesi eventuali contributi, in particolare dai ragazzi, di cui si terrà conto. Con la riduzione a 2,80 euro «contiamo di compensare» il calo dell'affluenza registrato quest'anno, recuperando «il nocciolo duro» dell'utenza e mandando un messaggio di «equità sociale». La banca dati del Dsu sarà condivisa con quella dei tre atenei toscani e il valore dell'Isee sarà acquisito in automatico; «ma non è un'operazione semplice», spiega il presidente: per questo motivo, come tempi si prevede la primavera 2012. I controlli per smascherare false dichiarazioni saranno più stringenti. Conclude Moretti: «Nel pacchetto miglioriamo pure l'efficienza dei contratti esterni. Il taglio è importante, ma quest'anno avevamo tempo per pianificare».
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