La manifestazione
Si è svegliato e ha rivisto i genitori
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Lospedale di Cisanello Netto miglioramento per l'operaio di 24 anni colpito dalla meningite
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PISA. Netto miglioramento per il ragazzo di 24 anni di Vecchiano ricoverato da lunedì mattina nel reparto di malattie infettive di Cisanello per una meningite meningococcica purulenta di gruppo C. Il giovane, un operaio, è uscito dallo stato soporoso, ha ripreso coscienza ed ha potuto rivedere i genitori ed i parenti. Ha parlato con i suoi, con le dovute precauzioni. «Non è ancora possibile - spiega il dottor Francesco Menichetti, direttore della clinica di malattie infettive - sciogliere definitivamente la prognosi e dichiarare il paziente fuori pericolo, ma è legittimo parlare di un netto miglioramento». Le condizioni del giovane erano apparse molto gravi fin dal momento del suo ricovero e i successivi esami avevano confermato purtroppo l'iniziale sospetto dei medici che di meningite, in una fra le forme più gravi, si trattasse. Ma fortunatamente, la situazione sembra evolvere verso il meglio. Nei momenti successivi alla diagnosi, lunedì mattina, era scattato l'allarme, lanciato dall'Asl, che ha portato al trattamento con la opportuna profilassi di tutte le persone che erano entrate in contatto con il giovane operaio. Quindi i familiari, i medici del 118 e del pronto soccorso dell'ospedale di Cisanello, i colleghi di lavoro, gli amici, mentre l'allarme è scattato per tutti i giovani che avessero frequentato i locali in cui il ragazzo vecchianese era stato nell'ultima settimana. In particolare sono stati segnalati due pub del centro storico pisano ed uno di Lucca. Centinaia quindi le persone che sono state sottoposte alla profilassi a base di antibiotici specifici. Si ricorda che la malattia ha un'incubazione da 2 a 5 giorni e che i sintomni sono malessere, cefalea, vomito, febbre alta e rigidità nucale. Due anni fa si era registrata un'epidemia di meningite con due morti e una paziente grave: il microbo falciò una bambina di Lari e un bambino di Vecchiano; pochi giorni dopo si ammalò la nonna di compagno di scuola della vittima vecchianese. C.V.
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