La manifestazione
Posti letto e università popolare
Giovanni Parlato
◗
Uno striscione appeso alledificio occupato L'immobile occupato sarà una foresteria e sede di corsi di studio
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Una foresteria da 40 posti letto con la mensa e la sede di una "università popolare". Sono questi gli ambiziosi progetti del movimento "Occupy Pisa" che giovedì 17, al termine della manifestazione, ha occupato l'immobile ex Bpl, in via La Pergola, costituito da due edifici di tre piani ciascuno. Abbiamo visitato gli edifici e nonostante i lunghi anni di abbandono, sono in buone condizioni. Un passaggio coperto mette in comunicazione i due edifici e l'area esterna è stata ripulita. Il 30 novembre, l'Azienda regionale del diritto allo studio comunicherà la graduatoria degli studenti che hanno diritto ad accedere alle borse di studio e all'alloggio. «Ma saranno anche tanti, tantissimi coloro che resteranno fuori», dice Simone, 24 anni, laureato in antropologia culturale, uno dei giovani del movimento "Occupy Pisa", il quale aggiunge: «Agli esclusi da questa graduatoria, almeno ad una parte di essi, vogliamo dare l'occasione di un posto letto attraverso il nostro progetto di uno studentato autogestito, in pratica una casa dello studente. Inoltre, ma questo più in là nel tempo, organizzeremo anche una mensa». Oltre al progetto della foresteria, "Occupy Pisa" sta lavorando alla realizzazione di una serie di corsi finalizzati a coprire quelli che l'ateneo pisano ha perso a causa dei tagli della finanziaria. «Al piano terra, sfruttando gli spazi sia interni che esterni - spiegano i ragazzi del movimento - organizzeremo la didattica, purtroppo sempre più soppressa. Numerosi corsi di studio, cioè materie alla fine del quale c'è un esame da sostenere, sono stati soppressi, "tacciono" come dice lo stesso linguaggio dell'ateneo pisano. La riduzione dei tagli ha portato ad una conseguente riduzione del personale». Gli studenti fanno alcuni esempi: storia contemporanea adesso è un corso soltanto, mentre prima si poteva scegliere fra tre corsi ed un problema analogo riguarda anche Ingegneria gestionale. «Ma i corsi di studio sono stati tagliati in tutta l'università», ribadiscono gli studenti. Dottori freschi di laurea, ricercatori, dottorandi saliranno in cattedra per coprire alcuni dei corsi soppressi dalla mancanza di fondi. «La prima iniziativa - afferma Simone - sarà la prossima settimana per la presentazione del dossier sulla storia dell'immobile che abbiamo scelto di occupare, ricostruendo le varie fasi di transazioni finanziarie per cui, allo stesso tempo, è rimasto vuoto e ha arricchito qualcuno». La prima domenica di dicembre, il movimento "Occupy Pisa" organizza un pranzo sociale. Parteciperanno i vicini di quartiere, gli studenti medi, docenti e precari che stanno collborando alla ricostruzione della storia dell'immobile. Una componente importante dell'iniziativa sarà costituita dalla presenza di alcuni migranti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
