Attenzione
Cantieri, il 6 dicembre arrivano gli austriaci
Francesco Loi
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Una manifestazione dei lavoratori Anche una società italiana è pronta a presentare il piano industriale
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PISA. Se i dipendenti di Bassilichi possono giustamente essere contenti, lo stesso non si può dire per i lavoratori dei Cantieri di Pisa (gruppo Baglietto). Domenica prossima saranno sette mesi esatti di presidio permanente dello stabilimento. E il 7 gennaio scadrà la cassa integrazione straordinaria. Qualcosa comunque si sta muovendo. «Ero sicuro che saremmo arrivati sul filo di lana per vedere una soluzione», dice il segretario della Cgil, Gianfranco Francese. Nell'incontro di lunedì a Firenze, il liquidatore del gruppo, Federico Galantini, ha ribadito l'interesse di tre gruppi. E ieri ce lo ha confermato al telefono: «Tutti in corsa». Eppure, nella sede della Cgil, dove il sindacato e una rappresentanza dei lavoratori hanno tenuto una conferenza stampa, ieri mattina aleggiava una certa preoccupazione. Quasi il timore di una beffa. Perchè di fronte ad acquirenti che stanno iniziando a fare sul serio, c'è sempre la questione della concessione, o meglio della sub-concessione, che viene vista come un potenziale ostacolo, o forse come un ostacolo e basta. «Sono mesi che il problema è conosciuto, ma è ancora lì», dicono i lavoratori. La questione è la concessione relativa all'area dei cantieri data dalla Navicelli Spa alla Porta a Mare Srl, con un canone annuo di circa 300mila euro che diventano, con la sub-concessione a Camuzzi (Baglietto), 800mila. La concessione vale fino al 2025. Tra l'altro, giungono conferme indirette sul fatto che il cavalier Antonio Sostegni (a capo della Porta a Mare Srl) sia uno degli interessati. «Sarebbe un gruppo che punta probabilmente al mantenimento dello status quo: si scarterebbe da solo», il commento secco di Francese. Pollice verso anche per gli austriaci della Tcf. «Guardiamo con preoccupazione ad una proposta che mira soprattutto al marchio, mentre per noi contano il mantenimento di tutti i posti di lavoro e la forte intenzione di rilanciare l'attività», dice il segretario della Cgil. Invece la Tcf non molla. «Mi hanno appena comunicato - dice Galantini - che il 6 dicembre saranno in Italia i tre principali rappresentanti del cda, con il piano industriale». Il sindacato attende di sapere qualcosa di più sul terzo gruppo, la cui identità resta nascosta. «Se sono di queste parti? Diciamo che già operano in Toscana, nel settore nautico», è l'unica apertura di Galantini. Il terzo gruppo, conferma il ragioniere, presenterà il proprio piano industriale nel giro di dieci o quindici giorni. Ma c'è sempre la questione delle concessioni. «Anche Galantini - aggiunge Francese - ha trasferito questa sua preoccupazione al tavolo regionale». La speranza della Cgil è che «mister X, ovvero il terzo gruppo, si materializzi presto per arrivare al dunque sulle concessioni». Cosa farà a quel punto il Comune se dovesse presentarsi come un problema per chiudere la trattativa? E' questa la domanda che chiude la riflessione del sindacato. Intanto, con la Regione si lavora per un'eventuale cassa integrazione in deroga da far scattare a gennaio.
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