Toscana
Il Comune mette la tassa di soggiorno, ma non aumenta l'Irpef
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PISA. Nessun aumento delle tariffe, nè nuove imposte, con l'unica eccezione dell'introduzione dal prossimo primo marzo della tassa di soggiorno, e grande attenzione ai servizi sociali e per l'infanzia. Sono le principali caratteristiche del bilancio 2012 del Comune di Pisa. «Un documento politico virtuoso - ha spiegato il sindaco Marco Filippeschi - in tempi difficili, che mi auguro possa trovare in consiglio comunale una maggioranza superiore agli schieramenti che sostengono la Giunta».
Ed è soprattutto la scelta di non aumentare le tariffe, a parte l'adeguamento Istat (che però non sarà applicato alla refezione scolastica), e di mantenere l'addizionale Irpef allo 0,2% a far dire a Filippeschi che «questo bilancio non è solo frutto di una gestione virtuosa dell'amministrazione, ma un atto politico chiaro in momenti di tagli pesanti dei trasferimenti agli enti locali, che però non ci hanno evitato di destinare circa 500 mila euro in più ai servizi sociali rispetto all'anno scorso». Il Comune, inoltre, ha già annunciato che destinerà gli oneri di urbanizzazione agli investimenti e stabilito che la tassa di soggiorno sarà suddivisa in tre fasce: due euro per le strutture ricettive di lusso, 1,5 euro per quelle centrali e 1 euro per quelle low cost e sarà applicata dalla settimana prima di Pasqua fino alla prima domenica di novembre.
«Utilizzeremo il periodo fino al prossimo ottobre - ha spiegato l'assessore alle finanze, Giovanni Viale - per verificare il gettito che otterremo da questa imposta e che comunque noi stimiamo tra i 2 e i 2,5 milioni di euro». La tassa di soggiorno, ha concluso il sindaco, è soprattutto «una questione di equità: non possono essere solo le tasse dei pisani a mantenere la città turistica».
Ed è soprattutto la scelta di non aumentare le tariffe, a parte l'adeguamento Istat (che però non sarà applicato alla refezione scolastica), e di mantenere l'addizionale Irpef allo 0,2% a far dire a Filippeschi che «questo bilancio non è solo frutto di una gestione virtuosa dell'amministrazione, ma un atto politico chiaro in momenti di tagli pesanti dei trasferimenti agli enti locali, che però non ci hanno evitato di destinare circa 500 mila euro in più ai servizi sociali rispetto all'anno scorso». Il Comune, inoltre, ha già annunciato che destinerà gli oneri di urbanizzazione agli investimenti e stabilito che la tassa di soggiorno sarà suddivisa in tre fasce: due euro per le strutture ricettive di lusso, 1,5 euro per quelle centrali e 1 euro per quelle low cost e sarà applicata dalla settimana prima di Pasqua fino alla prima domenica di novembre.
«Utilizzeremo il periodo fino al prossimo ottobre - ha spiegato l'assessore alle finanze, Giovanni Viale - per verificare il gettito che otterremo da questa imposta e che comunque noi stimiamo tra i 2 e i 2,5 milioni di euro». La tassa di soggiorno, ha concluso il sindaco, è soprattutto «una questione di equità: non possono essere solo le tasse dei pisani a mantenere la città turistica».
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