La manifestazione
In aiuto di Nick il pescatore
Giovanni Parlato
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Nicola Ghimenti mentre vende il pesce Consiglieri e associazioni: ci vuole una soluzione
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MARINA. È una corsa contro il tempo, ma è possibile salvare il pescatore Nick dallo sfratto per la costruzione del porto. E con lui anche la famiglia, moglie e tre figli. Il piccolo rimessaggio e i due magazzini - secondo quanto impone il percorso burocratico - dovranno essere smantellati perché sono su un terreno da cui dovrà passare un tratto della pista ciclo-pedonale. Ma il terreno di proprietà del Comune di Pisa e che si trova all'interno del Parco - e questo è il punto - non è ancora stato ceduto alla società Boccadarno che sta costruendo il porto. La pista ciclabile e pedonale disegnata nel progetto s'inserisce nella parte del rimessaggio per un tratto di tre-cinque metri: basterebbe deviare di poco il tratto della pista per salvare Nick, Nicola Ghimenti, e la sua famiglia. Pertanto: è possibile una variante al piano attuativo del porto? È la domanda che abbiamo rivolto ad Andrea Serfogli, assessore comunale ai lavori pubblici. «Teoricamente si può, ma è complicatissimo», è la risposta dell'assessore che aggiunge: «È una procedura che prevede diversi passaggi ed in cui sono diversi i soggetti chiamati a esprimersi. Bisognerebbe nuovamente convocare la conferenza dei servizi». L'articolo pubblicato su queste colonne che raccontava la storia di Nicola Ghimenti e della sua famiglia e - soprattutto - la straordinaria lettera del figlio Giona, studente alla Bocconi, hanno fatto breccia fra alcuni rappresentanti del consiglio comunale. «Sto cercando di fare qualcosa - dice Michele Passarelli, consigliere del Pd - di organizzare un tavolo per cercare un'eventuale soluzione. Mi sono informato su una possibile variante al piano attuativo, ma i miei colleghi della prima commissione mi hanno detto che in questa fase sarebbe impensabile. Bisognerebbe trovare in tempi rapidi qualcosa di pratico». Anche il consigliere marinese del Pd, Nicola Pisani, si sta dando da fare. «Conosco la vicenda, ma al momento - dice il giovane consigliere - non ci sono alternative. Prometto il mio impegno, ma sono nella condizione che non posso fare alcuna promessa se non quella di parlare con gli assessori, di spronare l'amministrazione a prendere in esame il caso». E la solidarietà alla famiglia Ghimenti è trasversale e coinvolge tutti, anche Paolo Mancini, marinese e consigliere comunale del Pdl. «Mettiamo di lato i partiti, la politica lasciamola a Roma», dice Mancini che aggiunge: «Qui ci sono di mezzo delle persone a cui, tutti, dobbiamo fare sentire che stiamo loro vicini. Il pescatore è lì da tantissimi anni, quello è il posto dove lavora e con questa crisi non si può fare finta di nulla. Va trovata una sistemazione». La lettera, anche su Facebbok, del figlio Giona ha suscitato l'intreresse di molte persone così come il nostro articolo ha mosso l'orgoglio dell'associazione "Amici di Pisa". Pisa, una città dal glorioso passato, una Repubblica Marinara, non può restare indifferente alle sorti di un pisano, di un marinaio pisano che col suo lavoro manda avanti la sua famiglia.
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