Il Tirreno

Pisa

Gallo, stakanov del consiglio

Gianluca Campanella
Sandro Gallo
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Sandro Gallo

Garzella (Pdl) cede il primato delle presenze al collega del Pd

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 PISA. Se Natale (con tutta la fatica di festeggiare) viene una volta all'anno, i dati con le presenze dei consiglieri comunali non hanno nemmeno questa consolazione: la loro cadenza semestrale ci impone di fare i conti con l'irrefrenabile deriva della trasparenza. Confrontiamoci allora con la (sobria) tabella sul primo semestre 2011 fornita dalla presidenza del consiglio; e anticipiamo subito che non c'è un unico vincitore, ma ben 15. Anche se qualcuno è più vincitore degli altri.  Questo "qualcuno" è Sandro Gallo (Pd), il solo a collezionare il 100% di presenze sia in commissione che in assemblea plenaria. Vediamo cosa significa.  Prima considerazione: tutti i consiglieri hanno l'obbligo di partecipare a una commissione, cioè un gruppo di lavoro ristretto che si occupa di temi specifici; ce ne sono quattro permanenti e due di controllo. Ora, alcuni partiti hanno tanti consiglieri: per esempio, il Pd 21. Altri sono riusciti a eleggere un solo rappresentante, come Udc e Socialisti: pertanto Luca Titoni e Giuliano Bani devono partecipare a tutte le riunioni per garantire la presenza della propria forza politica.  Inoltre, il sindaco Marco Filippeschi e la presidente Titina Maccioni non possono entrare nelle commissioni.  Per quanto detto, è chiaro che nella colonna "numero di commissioni tenute" la cifra vari a seconda della persona: è il massimo cui quel consigliere può partecipare. Se è facile realizzare l'en plein quando hai pochi impegni, alcuni sostengono che conta di più un 95% infilato su oltre cento potenziali appuntamenti. Ma la condizione di non pari opportunità alla quale sono relegati i consiglieri suggerisce la nuda esposizione dei dati. Ognuno poi li legga come vuole.  Tre soli consiglieri hanno il 100% in commissione: Gallo con Luigi Branchitta (Pd) e Filippo Bedini (Pdl).  I maliziosi vedono in questa esplosione di numeri la possibilità di decretare, appunto, più vincitori. Corre pertanto l'obbligo di ricordare che, in altri tempi, l'ufficio di presidenza si limitava a fornire il numero secco di presenze. Ma alti erano i mugugni che si levavano, poiché, comparando dati non omogenei, si rischiava di far passare come stakanovista un fannullone e viceversa. Va dato atto all'ufficio di presidenza il coraggio di essersi autoinflitto questo immane compito di elaborazione dati: che, sia detto senza ironia, comunque creerà scontenti.  Altra chiave di lettura: il numero di potenziali consigli plenari è diverso solo per Patrizia Paoletti, dimessasi dopo 13 sedute. Ma incide sulle presenze il fatto che alcuni membri dell'assemblea sono anche consiglieri regionali o dell'Anci (l'associazione dei comuni), organi che hanno il vizio di riunirsi in contemporanea. In questa colonna troviamo i "famosi" 15 eletti col 100% di presenza. Maglia nera, invece, è Franca Melfi (Pd), che a settembre ha lasciato per dedicarsi al suo lavoro di chirurgo.  Infine c'è la conferenza capigruppo: un esponente per partito più la presidente.  E Giovanni Garzella (Pdl) che fine ha fatto? Per diversi campionati in testa alla classifica, proprio martedì scorso lamentava in consiglio il ritardo nella presentazione dei dati. Non pochi in privato si compiacciono della sua inaspettata debacle: "crolla" al secondo posto delle percentuali, per un'assenza in commissione. Ma si consola con il più alto valore assoluto di presenze: 106 tra commissioni e consigli. Contando anche la capigruppo, sale a 120 e condivide il posto con Titoni; a ruota segue Bani (118).

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