Sicurezza
Storie di ordinaria burocrazia: «Perché non ce li danno semplicemente in busta paga?»
Ai poliziotti assegni da 0,75 euro
Antonio Scuglia
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La sede della Questura di Pisa Il sindacato: valgono meno della carta su cui sono stampati
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PISA. Tanto rumore per nulla? No, tanti passaggi burocratici per assegni di 0,75 euro di compenso ai poliziotti. La denuncia arriva da Claudio Meoli, segretario generale provinciale del sindacato di polizia Silp-Cgil. Che invia una copia di uno di questi assegni circolari: «Un'assurdità che il Ministero dell'Interno fa persistere ormai da troppo tempo». Si tratta di questo: al personale della Polizia di Stato spesso vengono consegnati, a pagamento di piccole indennità, assegni di importi talmente irrisori che la cifra trascritta non riesce a compensare neanche il costo della carta su cui vengono stampati. Proprio in questi giorni, in effetti, l'Ufficio Contabile della Questura di Pisa sta consegnando ai poliziotti pisani assegni dell'importo di 75 centesimi, l'equivalente di poco meno di 1500 vecchie lire. La stessa cosa succede in tutte le altre questure, ovviamente. Ma stampare assegni di importi così irrisori, nota il Silp, costa al Ministero dell'Interno assai di più dell'ammontare dell'assegno stesso: l'indennità viene elaborata da un Ufficio Centrale Contabile che si trova a Napoli, il quale trasmette il tabulato alla Prefettura di Pisa il cui impiegato lo invia alla Banca d'Italia di Livorno. Il bancario lo lavora e lo spedisce al Monte Paschi di Siena - Agenzia di Pisa che stampa gli assegni di 0,75 euro. A questo punto personale dell'Ufficio Contabile della Questura di Pisa si reca al Monte dei Paschi di Siena e dopo aver ritirato gli assegni invita i beneficiari a ritirarli. I poliziotti a cui sono intestati gli assegni si recano quindi all'Ufficio Cassa e dopo aver ritirato il "gruzzolo" dovranno recarsi al proprio Istituto di Credito per versare o cambiare l'assegno in quanto oltretutto non è trasferibile. «Magari - nota Meoli - dovranno pagare pure le spese di commissione». Per il sindacato di polizia, «questa non è altro che una delle tante assurdità in cui ci imbattiamo tutti i giorni». Viene definita assurda la burocrazia della pubblica amministrazione che non riesce, o non vuole, a far sì che importi cosi irrisori vengano inseriti direttamente nella busta paga mensile e quindi accreditati sullo stipendio.
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