La manifestazione
Cresce il contributo regionale a carico degli studenti, la denuncia di Diritti a sinistra
Tasse più care, protesta in ateneo
◗
Studenti durante un test 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Nell'ultimo consiglio dei ministri del governo Berlusconi è stato approvato un decreto di riforma del Diritto allo studio universitario che, tra l'altro, porta la tassa regionale da 98 euro a 140 minimo e 200 massimo. Il testo della norma approvata parla di tre fasce che partono da 120, 140 e 160 euro a seconda del reddito. E il movimento studentesco "Diritti a sinistra", che ha svelato il "regalino", ha raccolto anche indiscrezioni provenienti da Firenze su come questo provvedimento sarà convertito in Toscana. Così scatta la denuncia. Alice Leoni, di "Diritti a sinistra" parla di mossa che «rende strutturale il sotto-finanziamento del dsu nel nostro Paese e scarica buona parte dei costi sugli studenti universitari». Infatti, negli ultimi anni si è assistito a una progressiva riduzione del fondo nazionale per l'erogazione delle borse di studio (ora è un terzo rispetto al 2008) e il governo «ha tagliato di 10 miliardi di euro i fondi alle Regioni», che hanno competenza costituzionale in materia di diritto allo studio. "Diritti a sinistra" calcola che il gettito di questa tassa sarà di 230 milioni di euro contro i 176 milioni stanziati dallo stato, per un totale di circa 400 milioni: «meno di un terzo di quanto stanziato da paesi europei come Germania o Spagna». La lista studentesca giudica «inammissibile» l'intervento del governo uscente e chiede al nuovo premier, Mario Monti, «di rimediare a questo colpo di coda e di chiudere la funesta era della Gelmini, aprendo una nuova stagione di investimenti per un'Università pubblica di qualità e accessibile, aumentando il numero degli studenti beneficiari di borsa e i servizi offerti alla totalità degli studenti». Gianluca Campanella ALTRO SERVIZIO A PAGINA 10
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
