Gioco
Quando tutto il mondo web stava in un foglietto Così sono nati i siti ".it"
Carlo Venturini
◗
Sopra, internet oggi A sinistra, in una cartina di 20 anni fa stavano tutti i siti italiani I pionieri ricordano gli inizi nella sede pisana del Cnr «I domini erano così pochi che li ricordavamo a memoria»
4 MINUTI DI LETTURA
PISA. L'evoluzione dell'uomo viene scandita dalle sue scoperte e invenzioni. Oggi siamo nell'era del web che compie a novembre i suoi primi 20 anni. Al Cnr pisano si festeggia il web ogni giorno perché non viene dato per scontato che il World wide web (www) sia piovuto dal cielo. Alcuni tecnici e ricercatori dell'Istituto di informatica e telematica (Iit) si ricordano di quella riunione il 20 giugno del 1991 all'Hotel Braun di Innsbruck. Lì in una sorta di conclave di informatici europei, fu mostrato lo "schemino" del web disegnato a mano su un foglio di carta A3 e appoggiato ad un semplice cavalletto. «Già! Era un foglio di carta e non c'erano slide come si farebbe oggi o una bella videoconferenza con Skype» sorride Daniele Vannozzi dello Iit che a quel summit c'era. Così come è ancora vivo il ricordo di quei tempi di Giuseppe Romano, dell'Istituto di scienza e tecnologie (Isti) del Cnr e da poco in pensione. «Fu chiaro subito - dice Romano - che iniziava una nuova era basata su un concetto tanto semplice quanto innovativo e cioè che i computer, le macchine dovevano parlarsi tra di loro e che un documento della Università di Milano lo potevo vedere io sul mio computer a Pisa». A quell'epoca il Cnr aveva il suo quartier generale di cervelloni informatici in via Santa Maria dove c'era proprio il Cnuce. Lì è nato uno dei primissimi siti nazionali, il www.cnr.it. «Era un sito statico, la grafica era ridotta al minimo, nessuna foto, nessun video così come erano ridotti all'osso i documenti ospitati sul sito - dice Vannozzi - I computer 20 anni fa, avevano infatti una memoria su disco rigido di 64 megabites e oggi poche foto scattate da un cellulare, li avrebbe saturati». «Inoltre - ricorda Romano - i computer ci costavano circa 6 milioni delle vecchie lire ed ovviamente solo alcuni istituti di ricerca potevano permetterseli». I primi siti su cui lavorarono al Cnr erano prettamente dedicati allo scambio ed archiviazione di informazioni di aree della ricerca. «Partimmo a esempio con la catalogazione della biblioteca del Cnuce e poi quella delle facoltà di Economia e Medicina». Il compito del Cnr pisano era quello di favorire la proliferazione e l'accesso ai siti che in Italia erano veramente pochissimi. «Il numero dei siti web era talmente esiguo che noi ce li ricordavamo a memoria e c'era una cartina geografica dove con dei puntini, venivano segnalate le città dove c'era la presenza di server e siti web», dice Andrea Marchetti ricercatore dello Iit e all'epoca borsista dell'Istituto elaborazione della informazione del Cnr sempre con sede in via Santa Maria. Guardando quella cartina "jurassica", si vede ad esempio che Pisa grazie proprio al Cnr aveva un numero di siti web molto più alto di Firenze e di pochissimo inferiori a quelli presenti a Milano e Roma. I primi siti web made in Pisa oltre a quello del Cnr furono quello dei Dipartimenti di informatica, di fisica e del centro Serra dell'università, quello di radiologia, della Scuola Normale Superiore e della Domus Galileiana. Ma ciò che fece decollare veramente il web, oltre all'abbattimento dei prezzi dei computer, fu il dare un nome ai siti visto che all'inizio si usavano dei numeri ed anche in questo caso il Cnr pisano, allora come oggi, ha giocato un ruolo decisivo. «I nomi dei siti che finiscono con ".it" sono nati a Pisa - dice Vannozzi - e se 20 anni fa avevamo registrato poche decine di nomi perché erano appunto solo gli enti di ricerca ad essere sul web, oggi il Registro.it che ha sede proprio allo Iit, ha qualcosa come 2 milioni e 300mila siti con suffisso.it». Il Registro.it è l'anagrafe dei domini Internet.it, e soltanto qui è possibile chiedere, modificare o cancellare uno o più domini.it e va da sé che il primo nome registrato a livello nazionale è stato proprio "cnr.it". Ma se l'attività del Cnr pisano è di sicuro protagonista nel passato e nel presente, lo è anche per il futuro, quel futuro che è il web 3.0. «È un web parallelo - dice Marchetti - e interpretativo nel senso che fino ad oggi, ad esempio, se voglio prenotare una vacanza devo prendere più informazioni navigando su più pagine web mentre con il web 3.0 sarà il software a fare tutto quanto deve essere pianificato in una vacanza». Ne sentiremo parlare ancora.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
