Il Tirreno

Pisa

Il tratto interessato dai lavori della Provincia è quello tra piazza delle Baleari e piazza Gorgona

Maxi-scogliera per difendere Marina

Francesco Loi
Una veduta della zona di fronte a Marina dove si interverrà
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Una veduta della zona di fronte a Marina dove si interverrà

Sarà costruita una diga sommersa con una larghezza fino a 50 metri

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 MARINA. Via le scogliere emerse dall'orizzonte di Marina di Pisa. Un cambiamento epocale per un paesaggio che ha ispirato grandi poeti. La scelta non affonda le proprie radici nelle rime, ma nella pratica: contrastare l'erosione della costa; e difendere l'abitato dalle mareggiate più violente. Sia vicino alle case che nel tratto degli stabilimenti balneari.  La scelta è firmata dal Servizio difesa del suolo della Provincia di Pisa. «Impegneremo circa 6 milioni di euro per una prima parte degli interventi e poi parleremo con la Regione per avere ulteriori fondi», dice l'assessore Valter Picchi.  La progettazione in fase più avanzata (con soldi già a disposizione) è per i lavori a difesa dell'abitato. Il tratto in questione è quello compreso tra piazza delle Baleari e piazza Gorgona.  Siamo un po' più a nord rispetto alle spiagge di ghiaia. La diga di massi attuale è malmessa in vari punti e per questo non è più in grado di svolgere appieno la sua funzione di barriera. L'intervento in programma ricalca la filosofia delle spiagge di ghiaia solo perchè saranno rese sommerse (soffolte, dicono i tecnici) le scogliere esterne. Per il resto niente ghiaia: l'intenzione, con questi lavori, è che si possa riformare (nel tempo) l'antica spiaggetta di sabbia.  Inoltre, una notevole differenza con la scogliera soffolta delle spiagge di ghiaia è che la nuova barriera avrà una larghezza più che doppia, fino a toccare i 50 metri di spessore. In quel tratto di mare occorre infatti una difesa più robusta: i fondali, quando ancora siamo a poca distanza dalla riva, arrivano alla bella profondità di sette metri. E va anche considerato che la scogliera ora emersa si trova, in quel punto, più vicina alla strada litoranea. Ulteriore esigenza: non ci sarà la ghiaia ad ammortizzare tutta l'energia del mare.  «Useremo la tecnica delle dighe sommerse - riprende Picchi - sulla base dei monitoraggi batimetrici eseguiti dal 2008 al 2011, che hanno evidenziato una costante diminuzione della profondità nei tratti già difesi in questo modo». L'intervento alla "cella 4 e 5", quella appunto tra piazza delle Baleari e piazza Gorgona, sarà associato a lavori di rimodellamento della barriera emersa (che quindi resterà tale) di fronte al confinante Bagno Gorgona.  La progettazione è in corso. L'intervento sarà sottoposto ad una procedura di screening ambientale, una sorta di conferenza dei servizi per la quale saranno necessari tre o quattro mesi.

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