Gioco
Le ruspe sturano lo Scolmatore
C.M.
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Le ruspe in azione alla foce dello Scolmatore Avviate le operazioni contro l'insabbiamento
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LIVORNO. Gli uccelli che nidificano alla foce dello Scolmatore dovranno trovarsi un altro posto. Da alcuni giorni sono arrivate le ruspe che dovranno estirpare tutta la vegetazione cresciuta dentro l'alveo, quasi completamente interrato dai detriti portati dal canale. Non solo canne, ma anche alberi, a dimostrazione di un'incuria più che decennale. L'intervento avviato dalla Ponte Verde, un'impresa di Ponsacco, sarà seguito dal dragaggio vero e proprio del canale. Obiettivo: rimuovere il tappo che ostruisce la foce dello Scolmatore e che è alla base dell'insabbiamento del porto. Per questo sarà però necessario l'avvio del maxi-progetto da 51 milioni di euro per il quale è ancora da firmare il nuovo accordo con la Regione. Intanto due escavatori e un camion sono al lavoro per rimuovere la vegetazione dall'alveo e separarla dalla sabbia e dai rifiuti. Dalla selva di canne cresciuta dentro lo Scolmatore è emerso un po' di tutto: calcinacci, ma anche barche, materassi, plastica. Il materiale scavato viene ammucchiato e poi separato. «Un'operazione che dovremo fare in maniera accurata - spiega un operaio della Ponte Verde - perchè la sabbia che recupereremo servirà al ripascimento del litorale del Calambrone». Dal ponte del Calambrone fino alla foce sarà ripristinata l'ampiezza originaria del canale, che adesso si restringe fino a sfociare in mare in un budello di pochi metri di larghezza e mezzo metro di profondità. Tempo previsto per ultimare i lavori, una decina di giorni. La vegetazione da estirpare si estende su un'area lunga 400 metri e larga in alcuni punti 100 metri e in altri 10 (in tutto un paio di ettari). Ripulita l'area, un'altra ditta provvederà all'escavo, che sarà fatto prima da terra e poi dal canale con una piccola draga. I lavori, autorizzati dalla Provincia di Pisa che è competente per la sponda nord dello Scolmatore, sono finanziati dall'Autorità Portuale e rappresentano il primo step dell'ambiziosop programma di dragaggio del porto. Una volta ripristinata l'ampiezza del canale fino alla foce, a una profondità di almeno tre metri, si potranno chiudere le "porte vinciane" che mettono in comunicazione lo scolmatore con la Darsena Toscana. Onde evitare il ripetersi dell'insabbiamento, sarà realizzata una foce armata che si inoltrerà in mare per una cinquantina di metri. L'area da scavare è stata delimitata da una fettuccia e corre parallela alla strada sterrata che costeggia lo Scolmatore. Non sarà toccata, invece, la spiaggia dei "cani". Il Comune di Pisa dovrà individuare i punti del litorale da rinforzare con le sabbie di riporto dello Scolmatore.
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