Il dolore
Vivere in centro, croce e delizia
Gianluca Campanella
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Passanti e ciclisti in centro La maggioranza dei residenti è contenta. «Ma aumentano i disagi»
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PISA. In centro storico si vive bene; certo, gli abitanti non nascondono disagi e problemi, ma sono più i vantaggi. E non solo i residenti non hanno intenzione di andarsene ma, al contrario, si si scopre che chi vive in periferia o fuori città addirittura vorrebbe stare in centro. È quanto emerge da un mini sondaggio svolto in questi giorni per le vie del borgo medievale: persone incontrate per caso e non un rigoroso campione "scientifico e rappresentativo"; ma qualcosa dovrà pur dire la totale assenza di scontenti. A leggere le lettere sui giornali, sembra tutt'altro: cantieri infiniti, traffico impossibile e così via. Anche sul sito del "Tirreno" i post sono molto negativi. La possibile spiegazione è che protestano i pochi esasperati, ma la maggioranza silenziosa "gode". Mauro Orselli, in zona piazza dei Cavalieri, riassume la situazione con uno slogan: «Si vive discretamente, nel bene e nel male». Nella prima categoria inserisce «l'arte in genere», perché nessuno può negare che Pisa sia bella; ma, a sorpresa, anche quei «giovani che rendono il clima frizzante». Ecco, nel «male» c'è il rovescio della medaglia: che a volte sia «troppo frizzante». Dall'altra parte dell'Arno, vicino a corso Italia, troviamo due studenti, i possibili "incriminati": Giovanni Polline e Gabriele Rodriguez raccontano il «piacere di stare in centro, perché c'è tutto e possiamo uscire la sera a piedi». Ma negano di aver mai prodotto disagi notturni: ne è prova il non aver mai discusso con cittadini che volevano dormire. E se loro non hanno l'auto e i problemi connessi, Aifa (zona san Giuseppe) invece si chiede: «Perché devo pagare per ottenere il permesso di ingresso e il parcheggio?». Ma è l'unico neo, ampiamente compensato dai «vicini medico e scuola del bimbo». La vicinanza dei servizi è il fattore determinante: nell'area del Cottolengo una donna non si ferma a dirci la sua, poiché è in pausa pranzo e deve correre a preparare. Ma ci fa notare che va a piedi a lavoro e torna a casa per mangiare: «Sto bene!». Ancora, la signora «Emme» (svela solo l'iniziale) in bici va a fare la spesa a Porta a Lucca: «Si vive benissimo. Ma dovrebbero aggiustare buche e mattonelle sconnesse; ci si cade». "On the road" nessuno solleva il tema dei cantieri. E se provi a domandare, rispondono: «La manutenzione va fatta e rende la città più bella». Gli esercenti costituiscono una categoria diversa dai residenti, ma sono un buon banco di prova: non diranno mai che sono soddisfatti ma nessuno rinuncerebbe al fondo commerciale in pieno centro per spostarsi altrove. Scena finale. Una coppietta passeggia per i vicoli: abitate nel centro? In due parole descrivono un mondo: «No, purtroppo». DI' LA TUA SUL SITO WWW.ILTIRRENO.IT
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