Il Tirreno

Pisa

Napolitano risponde agli studenti

Il presidente: non perdete la fiducia nel futuro dell'Italia

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 PISA. È arrivata la risposta del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla lettera che gli studenti di "Sinistra Per..." gli avevano consegnato lo scorso 20 ottobre, durante la sua visita ufficiale per l'inaugurazione della restaurata Domus Mazziniana. Nella missiva del Quirinale, datata 12 novembre, il presidente si scusa per il ritardo - dovuto certamente anche ai pressanti impegni degli ultimi giorni - e poi si rivolge agli studenti con toni morbidi, dichiarando di condividere in buona parte ciò che loro gli avevano scritto riguardo allo stato di crisi dell'università italiana e all'importanza dello studio come «elemento funzionale alla crescita e allo sviluppo dell'intera società».  «Sono più volte intervenuto su tali temi per sollecitare l'attenzione delle forze politiche e sociali, nonché risposte concrete da parte del governo», si legge nella lettera. Napolitano poi spiega che, nonostante la difficile situazione dovuta alla crisi economica, il governo dovrebbe aver aumentato, seppur di poco, le risorse destinate all'istruzione universitaria nella manovra di bilancio 2012-2014.  Nonostante ciò, ammette, «restano aperte molte altre questioni, come quelle che indicate nella lettera».  E comincia il lungo elenco: l'ordinamento degli studi, l'implementazione della riforma, la qualificazione e la selezione dell'offerta formativa, nonché la definizione di apposite misure per garantire il diritto allo studio.  «Voglio comunque ribadire a tutti i giovani - conclude il presidente - un invito a non perdere fiducia nel futuro dell'Italia e anzi a continuare un serio impegno civile e politico: senza questo apporto dei giovani, senza la loro partecipazione, al Paese mancherà uno stimolo essenziale per imboccare la via del risanamento, della crescita economica e del progresso civile e sociale».  La notizia della risposta arriva a meno di 24 ore dalla giornata internazionale per il diritto allo studio, che oggi vede scendere in piazza gli studenti di oltre 50 città italiane per contestare i contenuti della lettera che il governo Berlusconi ha inoltrato all'Ue e che il nuovo governo Monti sembra intenzionato a rispettare. Enrico Santus ALTRO SERVIZIO A PAGINA 10

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