Attenzione
Ditte indebitate in attesa di essere pagate dagli enti
Giovanni Parlato
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PISA. Un tempo lavorare per un ente pubblico, voleva dire guadagno assicurato. Ora non è più così. Potrà ancora essere un lavoro sicuro, ma i tempi di pagamento si sono così dilazionati che una piccola ditta si può trovare con l'acqua alla gola, per dirla con un termine in voga in questi giorni, è a rischio default. Infatti, ci sono ditte che riscuotono anche dopo un anno. E sono costrette a indebitarsi per andare avanti. «Il tempo medio di pagamento delle amministrazioni pubbliche della provincia pisana è di 180 giorni», fanno sapere gli uffici della Cna di Pisa. La causa di questo male oscuro dell'economia locale ha un imputato: il patto di stabilità. I Comuni non possono spendere più di una certa cifra nonostante abbiano i soldi in cassa. Per esempio, le entrate del Comune di Pisa devono essere superiori alle uscite per 10 milioni di euro: questo è il limite imposto dal patto di stabilità per i pagamenti nel 2012, mentre per l'anno in corso il differenziale è di 4 milioni. «È chiaro che con quest'aumento da 4 a 10 - afferma Giovanni Viale, assessore al bilancio del Comune di Pisa - la situazione è destinata ad aggravarsi». Fra le entrate non possono essere conteggiati i mutui, ma soltanto gli oneri di urbanizzazione, le sanzioni al codice della strada, le tariffe come la Tarsu, le entrate derivanti dalle alienazioni patrimoniali. «Al momento non abbiamo problemi di liquidità - dice l'assessore Viale - ma più il patto di stabilità si fa oneroso e più dovremo ritardare i pagamenti per raggiungere gli obbiettivi». E Rolando Pampaloni, presidente della Cna Nella foto), conferma che «attualmente i tempi di pagamento del Comune di Pisa sono accettabili anche perché il capoluogo ha eseguito gran parte dei lavori con i finanziamenti europei del Piuss. A Pisa, i problemi nascono nell'ultima parte dell'anno, ma dal 2012 la situazione si aggraverà. La questione, ora, riguarda soprattutto i Comuni del pisano e a farne le spese sono le piccole imprese, quelle che si occupano di manutenzione, come elettricisti e idraulici. Queste ditte - è la conclusione - possono essere messe in ginocchio anche per un lavoro di 50mila euro il cui pagamento avverrà fra un anno». Fra i Comuni che si trovano in difficoltà nel pagamento dei fornitori c'è San Giuliano. «È vero - conferma il sindaco Paolo Panattoni -. Il patto di stabilità incide fortemente sull'autonomia di spesa su due aspetti. Per quanto riguarda le spese di parte corrente, il ritardo nei pagamenti è di sei mesi, mentre per quanto riguarda gli investimenti delle opere pubbliche, il ritardo è anche di un anno. Ma non stiamo subendo in modo passivo. Avevamo pensato all'operazione finanziaria "lease-back", cioè mettevamo un nostro immobile in vendita ottenedo liquidità. Quindi, pagavamo un canone per poi rientrare in possesso dell'immobile in un tempo programmato. Ma la crisi dei mercati ha reso quest'operazione non più conveniente e stiamo pensando alla dismissione di alcuni immobili».
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