Il dolore
Curi il cane? E' come se avessi la Ferrari
Antonio Scuglia
◗
Un cucciolo curato dal veterinario Redditometro: Pisa e provincia molto più a rischio della media nazionale
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il redditometro sarà ovunque una potenziale mannaia, ma a Pisa e provincia la lama sarà particolarmente affilata. Infatti, come confermano i dati della Cgia di Mestre, siamo ai primi posti in Italia per propensione all'indebitamento, ovvero alla spesa a rate e ai mutui. I soldi (per fortuna dell' economia) non vengono nascosti sotto il materasso ma vengono spesi o investiti. Solo che per lo Stato, a caccia perenne di possibili evasori, questo è sospetto. L'allerta arriva da Pino Staffa, presidente dell'associazione Baby Consumers (via Gereschi 32, telefono 050 0988237). Il nuovo redditometro partirà a febbraio: sono 100 le le voci di spesa a cui bisogna stare attenti, per non diventare potenziali evasori. I nuovi indicatori di ricchezza sono: acquistare o possedere quadri, cavalli, barche, camper, investire in case, terreni, oro, fare delle ristrutturazioni, iscrivere i figli a scuole private, in palestra o all'università, frequentare centri benessere, avvalersi dell'aiuto di una colf, ma anche avere delle polizze, fare dei viaggi, frequentare corsi di lingua straniera o addirittura fare delle donazioni (beneficenza), consumare energia elettrica più della media, far parte di alcuni circoli e/o associazioni, possedere la pay tv, abbonarsi allo stadio, o comprare un iPad o un cellulare di ultima generazione, ma anche portare il cane dal veterinario. Già, le spese per il cane sono tra gli indicatori di ricchezza dell'Agenzia delle Entrate. «Possedere un cane, un gatto, un canarino o un criceto e farlo curare quando ne ha bisogno - dice Staffa - diventa un segnale di ricchezza al pari di possedere una Ferrari o una barca di lusso. Come dire che da oggi l'affetto e la compagnia di un animale, se lo possono permettere solo i ricchi!». Le 100 indicazioni, variamente distribuite e con diversi pesi, tengono conto sia delle varie aree geografiche di appartenenze (nord-est; nord- ovest; centro; sud e isole), che delle composizioni familiari (single; coppie con uno o più figli; coppie senza figli; monogenitore; quanti in famiglia producono reddito; anziani a carico), età del contribuente ed altro ancora, tanto da dar vita a 55 diverse tipologie. Tutto questo è indicativo del tenore di vita dei cittadini e serve all'Agenzia delle Entrate per valutare se le spese sostenute sono congrue con i redditi dichiarati. Ma come funziona? «È uno strumento - dice Staffa - per meglio indirizzare i controlli e sarà operativo tra qualche mese, potendo così essere utilizzato a partire dalle dichiarazioni del 2010 (sui redditi del 2009) e dai prossimi mesi dovrebbe essere disponibile, via internet, anche per il singolo contribuente, che potrà così verificare, se il suo tenore di vita va o meno d'accordo con i redditi che intende dichiarare». Il meccanismo prevede che se viene accertato uno scostamento limitato tra le spese effettuate ed il reddito dichiarato (meno del 20%), il fisco non farà niente. Invece nel caso in cui dovesse apparire una situazione di rischio medio di evasione, quindi in presenza di uno scostamento più del 20%, l'Agenzia chiederà approfondimenti al contribuente per eventuali accertamenti e in assenza di adeguati chiarimenti si procederà ad un accertamento vero e proprio. E c'è un'ultima chicca (si fa per dire). Conclude Baby Consumers: «Anche i Comuni possono fare delle segnalazioni all'Agenzia delle Entrate, visto che come previsto dalla manovra d'agosto, potranno disporre di buona parte delle somme recuperate. Fare la spia in molti casi è ben pagato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
