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Soldi all’università, criteri di merito per assegnare i fondi
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PISA. Se si considera che l’ateneo pisano nelle classifiche internazionali si “piazza” sempre bene, viene da chiedersi: in futuro prenderà più soldi dal ministero? La risposta non è immediata; ma la domanda in questi giorni è d’attualità, poiché la Corte dei Conti ha appena registrato il decreto ministeriale che introduce il criterio di merito per la ripartizione dei fondi alle università: con una sintesi un po’ brutale, è la fine dei contributi “a pioggia”. Andrea Bonaccorsi, professore pisano e vice coordinatore nazionale dell’Anvur, l’Agenzia di valutazione, usa un’espressione più elegante: «Per la prima volta la qualità della ricerca ha un impatto sui finanziamenti».
Allora vediamo cosa cambia, da quando e com’era prima. Gli atenei italiani ora ricevono una quota annuale dal ministero detta ffo, fondo di finanziamento ordinario: una parte è fissa; l’altra si basa su un calcolo di “riequilibrio quantitativo” per mettere tutte le università in condizioni di pari opportunità. Dal 2013 il ffo dovrebbe passare a programmazione pluriennale.
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Allora vediamo cosa cambia, da quando e com’era prima. Gli atenei italiani ora ricevono una quota annuale dal ministero detta ffo, fondo di finanziamento ordinario: una parte è fissa; l’altra si basa su un calcolo di “riequilibrio quantitativo” per mettere tutte le università in condizioni di pari opportunità. Dal 2013 il ffo dovrebbe passare a programmazione pluriennale.
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