Gioco
Sant'Anna, giocattoli intelligenti per la riabilitazione a domicilio dei bambini
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PISA. Sviluppare giocattoli intelligenti per la riabilitazione intensiva dei bambini, direttamente a casa: è la sfida che si pone il progetto europeo “CareToy” appena iniziato e coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, in particolare da Paolo Dario che ne è il direttore. Domani l’Istituto di BioRobotica, che ha sede al Polo Sant’Anna Valdera di Pontedera (Pisa), ospiterà il meeting di lancio, a cui saranno presenti numerosi esponenti delle istituzioni partner che partecipano al progetto coordinato dalla Scuola Superiore Sant'Anna, per una durata complessiva di 3 anni: la Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa), le Università di Lubiana (Slovenia) e di Amburgo (Germania), il centro “Helen Elsass” (Danimarca), le aziende STMicroelectronics e MR&D spa.
“Questo progetto – spiega Paolo Dario – ha l’obiettivo di ideare e di sperimentare clinicamente un sistema per la riabilitazione dei bambini nel primo anno di vita, mediante l’utilizzo di nuovi strumenti ‘intelligenti’, ad esempio giocattoli sensorizzati. Intervenire precocemente può cambiare in maniera significativa la prognosi di bambini con lesioni cerebrali a rischio di disabilità neurologiche.”. Il project manager di “CareToy” è la Ricercatrice della Scuola Superiore Sant'Anna Francesca Cecchi, che da tempo si occupa di bioingegneria dell'infanzia, un nuovo settore che mira allo sviluppo di strumenti e metodi innovativi per la diagnosi e la terapia di alcune patologie del neurosviluppo.
“Questo progetto – spiega Paolo Dario – ha l’obiettivo di ideare e di sperimentare clinicamente un sistema per la riabilitazione dei bambini nel primo anno di vita, mediante l’utilizzo di nuovi strumenti ‘intelligenti’, ad esempio giocattoli sensorizzati. Intervenire precocemente può cambiare in maniera significativa la prognosi di bambini con lesioni cerebrali a rischio di disabilità neurologiche.”. Il project manager di “CareToy” è la Ricercatrice della Scuola Superiore Sant'Anna Francesca Cecchi, che da tempo si occupa di bioingegneria dell'infanzia, un nuovo settore che mira allo sviluppo di strumenti e metodi innovativi per la diagnosi e la terapia di alcune patologie del neurosviluppo.
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