Il Tirreno

Pisa

L'inchiesta s'allarga: otto denunce

Candida Virgone
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Nei guai docenti universitari e personale amministrativo

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PISA. Otto persone denunciate e l'aumento delle ipotesi di reato, che vanno dall'abuso d'ufficio al peculato, al falso e all'evasione fiscale. È il bilancio dell'inchiesta della procura in atto sul dipartimento universitario di medicina della procreazione e dell'età evolutiva, che aveva visto i suoi primi clamorosi sviluppi a fine aprile scorso con una serie di perquisizioni, sequestri di atti e sigilli negli uffici dell'intero settore, all'ospedale Santa Chiara.  Tre gli avvisi di garanzia firmati a maggio dal sostituto procuratore Giovanni Porpora, che in questi giorni sta tenendo diversi interrogatori a persone informate dei fatti e sta ascoltando dipendenti universitari a sommarie informazioni. Le denunce sono partite nelle ultime settimane: riguardano alcuni docenti universitari e dei funzionari amministrativi.  Per questa vicenda, ai primi dello scorso mese di maggio, furono iscritti sul registro degli indagati il direttore del dipartimento, il professor Andrea Genazzani, ginecologo, scienziato di fama internazionale, assistito dal professor Tullio Padovani, eppoi un funzionario e una impiegata.  Parallela all'indagine della procura pisana corre una inchiesta della Corte dei conti che ha chiesto alla procura l'acquisizione della relativa documentazione.  In attesa del futuro trasferimento a Cisanello, come si sa, al Santa Chiara, fulcro dell'inchiesta, sono rimaste ancora diverse cliniche e svariati uffici, fra cui quelli del dipartimento, diretto da Genazzani e di cui fanno parte i reparti universitari della pediatria, dell'andrologia, della ginecologia e della Stella Maris.  Nel corso dei mesi l'indagine si è allargata e ha portato gli inquirenti alla formulazione di nuove ipotesi di reato e alla denuncia di otto persone: fra loro alcuni docenti universitari e alcuni funzionari amministrativi. Fra questi ovviamente ci sono i tre «avvisati», mentre in partenza ci sarebbero già altri avvisi di garanzia.  Sotto accusa ancora l'intera gestione del dipartimento e in più l'assegnazione di alcune borse di studio, gli aspetti tecnici relativi allo svolgimento di vari consigli, le presenze alle varie riunioni e infine la cosidetta attività extramoenia di alcuni medici e in particolare del direttore.  Il rapporto di esclusività con una struttura, secondo gli investigatori e le norme universtarie, non prevede la possibilità di prestare la propria opera in alternativa su più di tre sedi. Perquisizioni per questo sono avvenute nelle ultime settimane in alcune sedi legate all'attività del direttore, dunque al dipartimento di Pisa e nella sua casa di Calci, e poi a Cagliari, Roma, Modena, sua città natale, e a Siena con il sequestro di agende, documenti e personal computer.  Una vera bufera che non finisce qui e che si presenta foriera di nuovi e clamorosi sviluppi, con il coinvolgimento di nomi importanti del mondo accadenico.

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di Redazione Pisa