Il dolore
Al mare anche d'inverno, coro di sì
Giovanni Parlato
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Stabilimenti balneari a Marina chiusi in attesa della stagione estiva Piace l'idea di aprire gli stabilimenti e prolungare la stagione
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TIRRENIA. L'idea piace: tenere aperti anche d'inverno gli stabilimenti balneari. Livorno è sul punto di ratificare questa storica svolta e gli imprenditori pisani non vorrebbero restare fermi ai blocchi di partenza. Stanno valutando come potersi adeguare, quali servizi offrire, come potere attirare la clientela. I rappresentanti sindacali delle associazioni di categoria sono favorevoli. «Penso di sì, potrebbe essere interessante», afferma Enrico Fontani, responsabile Sib Confcommercio. «Credo che si possa fare una sperimentazione, anzi lo ritengo opportuno», dice a sua volta Sergio Sighieri, responsabile Fiba Confesercenti. Da Marina fino a Calambrone passando per Tirrenia, sono quasi cento gli stabilimenti balneari sparsi su oltre dieci chilometri di costa. Un patrimonio che da ottobre fino ad aprile va in letargo. Ma che potrebbe risvegliarsi anzi tempo per dare una scossa al turismo. Una scommessa a cui i gestori dei bagni guardano un po' con timore - da valutare il rientro economico - ma di gran lunga maggiore è l'entusiamo di prolungare una stagione. «Gli stabilimenti livornesi hanno una certa struttura e la città è a ridosso, al cittadino basta salire in bicicletta e recarsi sul mare. Da noi, invece, si deve arrivare in auto e sappiamo oggi quanto costa la benzina e i problemi di viabilità che ci sono», dice Enrico Fontani guardando all'aspetto che potrebbe ostacolare l'iniziativa. Ma dopo avere fatto l'avvocato del diavolo, Fontani guarda alla possibilità come un'interessante opportunità: «A Marina ci sono stabilimenti che potrebbero adattarsi, che sono sul mare, che hanno vetrate da cui godere il panorama, ci sono terrazze su cui si potrebbe stare anche d'inverno. È un'iniziativa che possiamo valutare, che presenta potenzialità interessanti, tutto è percorribile». Anche Sergio Sighieri guarda prima all'eventuale aspetto negativo: «Se tengo aperti i servizi, ci vuole anche il personale che va pagato e bisogna rientrare dalle spese». Quindi, lo sguardo va oltre: «Domenica ero sul mare e tanta gente stava passeggiando sulla battigia. Noi potremmo intercettare queste persone offrendo loro un servizio. La gente si potrebbe ritrovare in uno stabilimento anche d'inverno. Un ritrovo dove incontrare gli amici, prendere un caffè, godere del sole dietro una vetrata o fuori al riparo dei frangivento». Le opportunità ci sono. Anzi, l'idea dell'apertura invernale mette in moto un'altra idea: il prolungamento della canonica apertura da maggio a settembre. «Si potrebbe aprire da marzo per arrivare a fine ottobre - afferma Sighieri -. In questo modo saremmo più legati alla stagionalità». Intanto, è già cominciato il passa parola fra i gestori degli stabilimenti e Antonio Palmieri, gestore del bagno "Il Paguro" a Calambrone, sottolinea che «fin da ora sto aperto da marzo a ottobre con il bar e alcuni lettini a disposizione dei clienti. E anche in una bella giornata d'inverno, si può stare bene sul mare. Basta rimanere al riparo e si possono trascorrere ottimi momenti di relax. D'inverno, c'è anche una clientela diversa come gli stranieri e la gente che passeggia in riva al mare.
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