Il dolore
Lutto nello sport cittadino: proprio oggi avrebbe compiuto 61 anni. Domani i funerali
E' morto Rossano Bellomini
Antonio Scuglia
◗
Rossano Bellomini insieme a Gigi Simoni Ex tecnico all'ospedale, era stato portiere della Fiorentina
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. E' morto all'ospedale di Cisanello Rossano Bellomini (all'anagrafe Tersilio): proprio oggi avrebbe compiuto 61 anni. Personaggio notissimo in città, Bellomini era andato in pensione l'anno scorso, dopo aver fatto il tecnico al Santa Chiara prima e a Cisanello poi. La fama di Bellomini era soprattutto sportiva: in gioventù aveva militato nella Fiorentina, e dopo essere tornato a Pisa aveva giocato come portiere in molte squadre cittadine. La triste notizia della scomparsa di Rossano è stata data ieri dal fratello Luigi e dall'amico Luca Bagnoli. Bellomini lascia anche i figli Leandro e Rossana, la sorella Gilda e numerosi nipoti tutti innamorati dello zio. La camera ardente è stata allestita presso la Pubblica Assistenza in via Bargagna, i funerali si terranno domani alle 15 pressola chiesa dell'Isola Verde. La morte è stata quasi improvvisa: Bellomini soffriva da tempo di diabete e negli ultimi anni la sua situazione clinica era spesso peggiorata, ma un'infezione l'ha fatta precipitare all'improvviso nei giorni scorsi. Giovedì fu portato in ambulanza all'ospedale e ricoverato nel reparto di rianimazione, ma nonostante le cure dei medici non è stato possibile salvarlo. Meno di due anni fa, aveva rischiato di morire nel modo più assurdo: per uno scontro durante una partita di calcio, ma a distanza di diversi mesi, tutto a causa di un ematoma nascosto. La storia finì bene: «Dopo circa un mese dall'operazione ho cominciato a veder finalmente il sole, sono dieci giorni che esco e sono felice di raccontare personalmente il mio accaduto». E ora cosa farà? gli chiedemmo: «Già anni fa - rispose Bellomini - avevo pensato a ritirarmi dal calcio con la classica partita di fine carriera con amici. Purtroppo le forze non sono più quelle di qualche anno fa, anche se... la bravura c'è sempre. Ebbene, la partita di addio la farò, ringraziando il Signore». Un triste destino glielo ha impedito: tante volte lo abbiamo visto, in questo anno e mezzo, ai bordi dei campi dove giocavano gli amici, progettando, se non un rientro, almeno un'ultima partita, magari in una delle partite di beneficenza all'Arena che lo avevano spesso visto protagonista, o al torneo degli ultrà dove giocava ogni anno con le Vecchie Glorie del Pisa, allegro e irruento come se ogni partita fosse una finale "vera". Gli stessi amici e compagni di squadra ora lo piangono insieme ai familiari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
