Il Tirreno

Pisa

Lunghe code e proteste per gli orari ridotti negli ambulatori Asl

Luciano Bartalini
Cittadini in coda agli sportelli del presidio
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Cittadini in coda agli sportelli del presidio

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 SAN GIULIANO TERME. Discussioni e proteste a non finire per la riduzione dei giorni di servizio nei presìdi socio-sanitari di San Giuliano Terme e Vecchiano. Aver ridotto a sole tre mattine settimanali l'accesso agli sportelli ha comportato effetti pesanti su code e liste di attesa, alimentando un malcontento generale che sembra destinato ad aumentare a dismisura.  A San Giuliano il giro di vite sulla fruizione dei servizi è in bella mostra in un cartello appeso in cui si legge che per motivi organizzativi dal 2 novembre il distretto è operativo solo nei giorni dispari con orario dalle 7.30 alle 12.30.  «Hanno ridotto il personale amministrativo - afferma indignata la signora Marisa, in paziente attesa per un prelievo - e noi ne facciamo le spese con attese interminabili». Problemi anche di natura logistica come evidenzia Barbara, una mamma che non trova nessuno che possa darle spiegazioni. «Devo solo consegnare una impegnativa ma non essendoci uno sportello devo guardarmi bene da entrare in qualche porta per evitare l'ira di chi è in attesa da diversi minuti».  Una situazione presa a cuore dal consigliere comunale Riccardo Maini, della Lista Cittadini e territorio, che in suo intervento precisa: «Ritengo penosa la lettera inviata all'Asl 5 e alla Società della Salute della Zona Pisana dal sindaco Paolo Panattoni nel tentativo di ripristinare il servizio sanitario a pieno regime. Ignorare addirittura l'opinione dell'amministrazione comunale sulla volontà a procedere nonostante il milione e 400 mila euro che questa versa nella casse della Società della Salute - conclude Maini - mi pare poi illegittimo quanto vergognoso». Ancora peggio vanno le cose al distretto di Vecchiano, notoriamente più affluito e dove si è rasentato il caos nella mattinata di ieri per le pretese sulle priorità delle prenotazioni. «Mi hanno sbagliato il piano terapeutico - afferma indignato Paolo Mingaroni - ma sono costretto a tornare in un altro momento perché stamani l'attesa è interminabile». Si discute e si litiga in modo sostenuto soprattutto sulle legittimità degli accessi per il solo ufficio centrale adibito alle prenotazioni che al pagamento ticket. «Che senso ha prendere il numero di prenotazione per una visita - afferma un pensionato arrivato alle 7.30 - se quelli che escono dall'accettazione dei prelievi hanno diritto di precedenza su di noi?»  Una protesta legittima che si associa a quella di una signora costretta a pagare il ticket sulle analisi con tanto di bollettino all'ufficio postale in quanto nel giorno di lunedì fissato per il ritiro delle risposte l'ufficio di Vecchiano sarà chiuso visto che osserva il turno nei giorni pari.  «Il problema della riduzione del personale - precisa Sauro Palamidessi, coordinatore dei servizi infermieristici per i presidi di San Giuliano e Vecchiano - è sicuramente tangibile, anche sa da parte nostra assicuriamo comunque il beneficio dei servizi a tutti coloro che si rivolgono a noi nei giorni previsti. Il disagio dei bollettini per il pagamento ticket è condiviso, ma rimane esclusivo solo per chi ha estrema necessità in un determinato giorno per le risposte. Relativamente alla difficoltà di informazione mi risulta che sia presto attuabile un supporto logistico con risorse umane attinte nell'ambito del servizio civile».

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