Italia
Gli studenti bloccano il lungarno
Lucia Maffei
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Lo striscione: salvate le scuole, non le banche Contestate dai giovani le banche e le istituzioni
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PISA. «Hanno ragione a protestare: la gioventù è una grande risorsa per il Paese». Lo sostiene Rosalba Melis, capitata con il marito Giovanni Giorgetti davanti al Comune proprio mentre la protesta degli studenti medi arrivava a un punto culminante. Il corteo partito da piazza Sant'Antonio nella giornata di mobilitazione nazionale contro la crisi non ha risparmiato Palazzo Gambacorti, oggetto di dure (ma pacifiche) invettive. Organizzata dal Coordinamento degli studenti medi, la manifestazione ha visto la partecipazione di circa 250 ragazzi e ragazze delle superiori che hanno adottato una forma di protesta non violenta: attaccare uno striscione preparato ad hoc alla facciata di ogni edificio significativo incontrato lungo il loro percorso. E' toccato alla sede della Cepu sul lungarno Galilei, addobbata con un telo bianco che recitava a lettere rosse e blu "Scuola classista prima della lista". E' toccato alla sede poco distante dell'Unicredit Roma, che si è vista affiggere la dichiarazione "Noi non pagheremo questo debito". Verso le 11 meno un quarto è arrivato il turno del Comune. Una delegazione di studenti ha srotolato dal balcone gli striscioni "Il Comune siamo noi" e "Riprendiamoci il quartiere" nel momento esatto in cui una sposa in abito bianco entrava nell'edificio per celebrare il rito civile. Tra gli studenti in piazza contro la crisi, tanto malumore, tanta rabbia e qualche proposta. «Sono convinto che esista un modo migliore per risolvere il problema del debito pubblico - spiega Andrea, studente del liceo Dini. - Non è giusto che ci siano tagli indiscriminati alla scuola pubblica, che è il nostro futuro. Meglio pensare a una legge seria contro l'evasione fiscale». «Quanto alle responsabilità del nostro Comune - interviene Federica dell'alberghiero Matteotti - protestiamo per il mancato allestimento dei nuovi campetti del Cep, che erano l'unico posto del quartiere dove i giovani potevano riunirsi. In questo periodo ci sentiamo derubati da tutti e di tutto, e per questo protesteremo sempre». Una nuova manifestazione è prevista per giovedì 17, e intanto serpeggiano insistenti le voci di prossime autogestioni. Una ragazza annuncia al megafono "Banchieri e padroni, siamo noi la vostra crisi", mentre dal Ponte di Mezzo si riversano un centinaio di studenti universitari provenienti dalla manifestazione parallela partita da piazza Dante. Da piazza XX Settembre il corteo così riunito va a costituire un presidio permanente (attrezzato anche con tavoli, sedie e palloni da calcio) davanti all'hotel Victoria, bloccando il lungarno Pacinotti per alcune ore. Alcuni sacchetti di spazzatura sono stati lanciati dentro l'hotel. Critiche dirette al ministro Sacconi che arriverà in serata. Lo slogan risuona tutta la mattina: «Anche se il governo non vota la fiducia, ora la casta brucia».
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