Il dolore
Scolmatore, accelerare per il nuovo accordo
Gianluca Campanella
◗
Il ponte sullo Scolmatore vicino alla foce Mozione urgente depositata in consiglio dalla commissione controllo e garanzia
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. In consiglio comunale ieri pomeriggio è stata depositata una mozione urgente che «impegna il sindaco ad adoperarsi affinché la nuova versione dell'accordo di programma per la realizzazione della foce armata dello Scolmatore possa essere sottoscritta entro l'anno da tutti i soggetti interessati». Il testo, preparato dalla 2ª commissione (controllo e garanzia), ricostruisce la vicenda dell'accordo siglato nel 2009 sui lavori allo Scolmatore, per i quali era stimato un costo di 108,707 milioni di euro, di cui 88 stanziati dalla Regione. Ed evidenzia «l'importanza strategica» di soluzioni al problema dell'insabbiamento della foce, «soprattutto per il futuro del canale dei Navicelli». Sono vari gli enti interessati oltre alla Regione: Autorità di bacino dell'Arno; Province di Pisa e Livorno; Comuni di Livorno, Pisa e Collesalvetti; Parco di San Rossore; Camere di commercio di Livorno e Pisa; Autorità portuale di Livorno e dell'Interporto Vespucci. Data la difficoltà di reperire le risorse necessarie, si sta lavorando a un accordo più snello, che vale circa 51 milioni. Il nuovo progetto, condiviso dagli enti locali, prevede che lo Scolmatore abbia una profondità di 3,5 metri nel tratto finale del canale fino alla foce, in pratica il triplo della situazione attuale. C'è quindi bisogno di dragare il letto che in certi punti ormai è asciutto. Secondo Giovanni Garzella, presidente della commissione, la mozione serve a «dare consapevolezza alla città e forza al sindaco» in sede di confronto con gli altre istituzioni. E bisogna fare in fretta, per due motivi: la piana a sud di Pisa è zona alluvionale; quindi il dragaggio dello Scolmatore alzerebbe ad una capacità di 900 metri cubi al secondo, portata necessaria per scongiurare i pericoli di piena. Inoltre la foce armata risolverebbe i problemi di insabbiamento futuri sia del canale che della Darsena toscana, consentendo lo sviluppo commerciale e turistico del canale dei Navicelli. Pur di partire, l'Autorità portuale garantirebbe l'anticipo delle somme.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
