Sicurezza
Ma per il maxi-intervento da 51 milioni deve ancora essere firmato il nuovo accordo con la Regione
Scolmatore, primi lavori di dragaggio alla foce
F.L.
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PISA. Si comincia a dragare lo Scolmatore, anche se non si tratta ancora dei lavori tanto attesi. Comunque, dallo scorso venerdì l'Autorità Portuale ha in mano il pezzo di carta che consentirà di iniziare a togliere il "tappo" che ostruisce la foce del canale. La Provincia di Pisa, competente per la foce dello Scolmatore e anche per le due sponde, ha dato l'autorizzazione per un primo intervento che sarà eseguito da terra con gli escavatori. Intanto le ruspe saranno in azione già da questi giorni per cancellare la vegetazione che è cresciuta sulla sponda pisana, dal ponte del Calambrone fino alla foce. L'accordo trovato venerdì nella conferenza dei servizi prevede che il materiale dragato dallo Scolmatore venga utilizzato per il ripascimento del litorale. Per Livorno e il suo porto l'accordo costituisce la base di partenza dell'impegnativo piano tracciato dal presidente dell'Authority Gallanti per sventare il rischio di insabbiamento della Darsena Toscana e il conseguente blocco del porto. Entro la fine del mese le ruspe entreranno in azione per asportare circa 15mila metri cubi di detriti che si sono depositati sulla sponda pisana e ripristinare una larghezza del canale di circa 70 metri. «Un primo intervento - ammettono all'Autorità Portuale - ma non risolutivo». Infatti, per procedere con i lavori principali, è necessario firmare il nuovo accordo tra enti pisani e livornesi e la Regione. Un'intesa da 51 milioni di euro che ha come obiettivo quello del potenziamento idraulico del canale (da portare ad una capacità di scolmare fino a 900 metri cubi di acqua al secondo), così da mettere maggiormente in sicurezza la città di Pisa e le aree circostanti. Lo stesso intervento, che prevede lo scavo dello Scolmatore fino a una profondità di tre metri e mezzo, consentirà di realizzare la foce armata del canale, dando uno sbocco vero e soprattutto uno sbocco a mare diretto ai Navicelli. «L'auspicio è di arrivare alla firma dell'accordo rivisto entro la fine dell'anno», dice l'assessore provinciale alla difesa del suolo Valter Picchi. Per la settimana prossima è convocata, al proposito, una nuova conferenza dei servizi tecnica. La Provincia di Pisa, che ha la titolarità della progettazione, sta pensando di mettere a gara i lavori in tre parti: una per il dragaggio e la sistemazione degli argini; un'altra per l'impianto di trattamento dei fanghi e dei terreni che saranno dragati dal canale; una terza per l'operazione idraulica. Se l'accordo sarà effettivamente sottoscritto nelle prossime settimane, il 2012 sarà l'anno dedicato alle progettazioni. In questo modo tra il 2013 e il 2014 sarà dato il via ai lavori. «Le imprese pisane - è l'appello dell'assessore Picchi - si attrezzino in vista delle gare, in modo da poter essere competitive rispetto alle imprese che, presumibilmente, dovrebbero presentarsi da mezza Europa».
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