Il Tirreno

Pisa

La tassa di soggiorno, ma non solo

Francesco Loi
Il palazzo comunale, a destra turisti sotto la Torre
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Il palazzo comunale, a destra turisti sotto la Torre

Il Comune introdurrà nuove leve fiscali. Stop invece all'imposta di scopo

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PISA. Si avvicina il momento del bilancio di previsione. E così a Palazzo Gambacorti si ragiona su come far tornare i conti alla luce dei tanti tagli già arrivati e di quelli che arriveranno. Sul tavolo della giunta comunale la valutazione sulle varie leve utilizzabili. Con una certezza: qualche imposta in più da mettere. A cominciare dalla tassa di soggiorno. Resta da stabilire come. Il confronto è aperto, apertissimo. Il Comune, all'inizio, aveva buttato lì l'ipotesi di un euro a stella, a notte, da aggiungere alla tariffa delle strutture ricettive. Poi si è parlato di una cifra più contenuta e diversificata per tipologia, con una parte dell'introito da dedicare all'organizzazione di eventi nei periodi di bassa stagione.  Di fronte a questo le associazioni degli albergatori hanno reagito in modo differente. Tutti contrari, ma Federalberghi ha aperto un negoziato. Opposizione decisa alla tassa, invece, da parte di Confcommercio e Confesercenti. Anche nell'ultima riunione di giunta l'argomento è venuto fuori. Al tavolo c'è anche l'Unione Industriale.  Lunedì tutte le associazioni sono di nuovo convocate dal Comune. Si cerca di arrivare ad un accordo. «Alla riunione di lunedì ribadiremo la nostra contrarietà», ribadisce per la Confesercenti il direttore Marco Sbrana.  Il negoziato prosegue, oltre che sulle cifre dell'imposta, cercando di venire incontro agli operatori sulle non semplici applicazioni della tassa. Tra le obiezioni tecniche mosse dalle associazioni, quella sul ruolo di sostituto d'imposta che l'albergatore andrebbe a ricoprire dovendo incassare l'imposta. Un esempio da seguire, per le associazioni, potrebbe essere quello di Roma: quando il cliente si rifiuta di pagare la tassa, gli alberghi si limitano a comunicare al Comune il nominativo; saranno a quel punto gli uffici a richiedere la cifra, con sanzione, direttamente al cliente senza coinvolgere l'albergo.  Ma non c'è solo la tassa di soggiorno. L'assessore al bilancio Giovanni Viale ricorda che, per effetto delle manovre che si stanno susseguendo, il Comune ha avuto in meno un milione e mezzo nel 2011 e un altro in meno è previsto nel 2012; sommati ai tagli precedenti si arriva a 6 milioni, cui aggiungere i minori contributi dalla Regione per il fondo sociale e il trasporto pubblico. Conti difficili da far quadrare e alcuni servizi sono a rischio.  Tra le altre leve l'addizionale Iperf e la Tarsu, la tassa sui rifiuti. In effetti di questo si sta parlando. Invece sembra ormai tramontare l'ipotesi della tassa di scopo, cioè un'imposta da mettere appositivamente per realizzare un obiettivo specifico. Per applicarla serve un regolamento del governo, ora però impegnato su altri fronti.

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