Finanza
Sfratto per l'associazione Deledda
G.C.
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Il piazzale della chiesa di San Francesco Deve liberare la sede dove il Comune farà un asilo
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PISA. Nessuno ha intenzione di forzare la mano, ma il Comune rischia di perdere 1,4 milioni di euro e allora ha dato l'avviso di sfratto alla associazione culturale sarda "Grazia Deledda", che occupa il piano terra della ex scuola Carducci, civico 1 di piazza San Francesco, «a titolo precario e oneroso». I locali sono di proprietà comunale e, grazie ai fondi del Piuss, lì sarà costruito il nuovo polo scolastico San Francesco: in particolare sarà realizzato un asilo nido. Ma nell'«ordine di sgombero» si legge che «risulta improcrastinabile la liberazione dei locali entro la data del 15 novembre 2011 per rendere possibile l'inizio dei lavori, pena la perdita dei finanziamenti concessi». Già a giugno, con un provvedimento di giunta, l'associazione Deledda e altre che condividono con essa gli spazi sono invitate a «liberare i locali occupati». Due mesi più tardi arriva un sollecito per raccomandata, con cui l'amministrazione propone all'associazione Deledda «la collocazione temporanea nella villa Medicea di Coltano». Ma questa soluzione non è accolta. Ora la Direzione partecipazione e servizi demografici del Comune, prende «atto che il rilascio non è avvenuto» e «ordina» lo sgombero «immediato» e la consegna delle chiavi. È il linguaggio burocratico di centinaia di atti simili: non stupisce, quindi, che la comunicazione si chiuda con il classico «mandato alla Direzione polizia municipale di eseguire coattivamente la presente ordinanza, in caso di inottemperanza all'ordine di rilascio, entro 5 giorni dalla notifica». Fin qui le "carte" ufficiali. Ma in parallelo è partita una diplomazia sotterranea per evitare spiacevoli prove di forza: si sa che la Deledda ha trovato una soluzione a San Giuliano; e che questa non è subito disponibile. Pertanto è necessario un appoggio temporaneo che consenta di liberare San Francesco. Angela Deriu, presidente dell'associazione, spiega che «lasceremo gli spazi molto presto», non appena l'assemblea dei soci individuerà la soluzione transitoria che traghetti l'attività fino alla meta definitiva di San Giuliano. Quel che è certo è che «siamo persone corrette», prosegue Deriu: non si arriverà all'intervento degli «ufficiali giudiziari». Si continua a trattare e non è escluso che la vicenda si sblocchi fra oggi e domani.
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